Lago di Como in ritirata
Più basso di così
solo 39 anni fa

Il Lario sempre più giù. Superati i 28 centimetri sotto lo zero idrometrico. Vicina l’allerta navigazione

Lago di Como in ritirata Più basso di così solo 39 anni fa
La riva in secca in zona Villa Olmo

Per dare un’idea di quanto il livello del lago stia battendo in ritirata dopo un altro mese senza precipitazioni - l’ultima delle quali risale al 14 febbraio con pioggia e (poca) neve in quota - basti pensare che dodici mesi or sono il Lario si trovava a +4 centimetri sopra lo zero idrometrico, dunque ben 32,9 centimetri sopra l’attuale livello. Già perché nel pomeriggio di ieri il Lario si attestava a meno 28,9 sotto lo zero idrometrico, con una discesa verticale nell’ultima settimana che non lascia presagire nulla di buono, anche in virtù del fatto che ad eccezione di giovedì anche nei prossimi dieci giorni non solo previste nuove precipitazioni.

Il meno 28,9 sotto lo zero idrometrico, oltre a rappresentare il peggior dato da inizio anno, fa inevitabilmente scattare un primo campanello d’allarme in primis per i natanti della NaviComo, che al momento - è bene rimarcarlo - non registrano problemi ai pontili grazie anche all’esperienza ed alla perizia del personale, ma che avanti di questo passo potrebbero trovarsi in difficoltà, con la soglia fisiologica del meno 40 sotto lo zero idrometrico a rappresentare la linea dell’allerta rossa.

Il valore record

Il record negativo del periodo è detenuto dal 13 marzo 1983, quando il Lario era sceso abbondantemente sotto il meno 40, attestandosi a meno 49,5. Un precedente poco incoraggiare.

A complicare ulteriormente le cose c’è anche il fatto che, contrariamente a quanto avvenuto nelle scorse settimane, difficilmente gli invasi alpini potranno giovare su larga scala alla causa del livello del lago. E questo perché negli ultimi due due mesi dagli invasi sono stati riversati nel Lario 124,4 milioni di metri cubi d’acqua. Invasi ora pieni al 17% e dunque anch’essi parzialmente in sofferenza.

Le ultime ore

La situazione difficile è testimoniata dal fatto che in meno di trentasei ore, il livello del lago ha lasciato sul campo quasi 2 centimetri. Un dato allarmante considerato che nei precedenti sei giorni, il Lario ne aveva “persi” altrettanti. Il che significa che la situazione sta gradualmente peggiorando, con l’afflusso che ieri pomeriggio si attestava a numeri da prefisso telefonico (23,1 metri cubi al secondo) e il deflusso che oscillava attorno ai 48,5 metri cubi al secondo. Per un risicatissimo 0,1% quella del lago di Como non è la peggior percentuale dei laghi lombardi, con il lago d’Iseo che con il suo 6,4% - contro il 6,5% del Lario - indossava ieri la maglia nera regionale. Unico dato che può essere considerato di consolazione - mentre rive e spiagge si allungano a dismisura, con le darsene da settimane all’asciutto e inevitabili problemi anche per gli scivoli per l’alaggio delle imbarcazioni da diporto - sta nel fatto che dall’inizio delle rilevazioni (1946 ad oggi) quello di ieri non rappresenta, come ricordato, il peggior dato stagionale, con la media fissata a +0,2 sopra lo zero idrometrico. E questo dà l’esatta dimensione di quanto questo sia considerato il periodo storicamente più difficile per le sorti del livello del lago.

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