Le categorie: «Lucini ha fallito  Ottima persona ma non basta»
Laura Bordoli e Mario Lucini al confronto con le categorie nel 2012

Le categorie: «Lucini ha fallito

Ottima persona ma non basta»

Confcommercio: «Nessun dubbio sull’onestà, però risultati scarsi»

Taborelli: «L’ho votato e non sono soddisfatto, ha sbagliato collaboratori»

Como

Avevano grandi aspettative, in particolare sulla questione paratie. Non è andata come speravano e ora le associazioni di categoria “scaricano” il sindaco Mario Lucini. O meglio, salvano la persona ma ne bocciano l’operato. Lo fanno con toni e sfumature diverse, ma la sostanza è un giudizio negativo sui quattro anni di governo della città. La scelta di non ricandidarsi viene definita inevitabile e al contempo tutti dicono che sarà difficile trovare qualcuno disposto a scendere in campo nella prossima primavera.

I presidenti delle associazioni

«Come ha spiegato lo stesso Lucini, nella scelta di non ripresentarsi ha pesato la componente personale e familiare, oltre alla situazione non piacevole che si è determinata - nota il presidente della Camera di commercio Ambrogio Taborelli - Lui è irreprensibile dal punto di vista morale, ma questo non è sufficiente. Paga la scelta dei collaboratori, che è fondamentale nel settore privato come nel pubblico. Di certo il risultato della sua squadra non è soddisfacente, ci si aspettava di più. Io l’ho votato e non posso certo dire di essere contento dei risultati. Detto questo, chi si candida merita comunque un monumento, ora sarà ancora più difficile trovare persone pronte a correre per il Comune».

Una bocciatura arriva dal presidente di Confcommercio Giansilvio Primavesi: «La scelta di non ricandidarsi mi sembra inevitabile, sarebbe stato difficile raccogliere consensi. Mi sembra già coraggioso ad andare avanti un altro anno, in fondo chi glielo fa fare? Quello che mi meraviglia è che sulle paratie ha fallito pur conoscendo benissimo la tematica anche dal punto di vista tecnico. Non ho il minimo dubbio sull’onestà, ma se si è circondato di persone che poi non ha “controllato” e monitorato la responsabilità è sua. Sui candidati per il 2017 mi viene da dire che i comaschi validi non mancano, ma non lo vogliono fare...».

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