«Le vittime del virus oggi?  Over 60 e non vaccinati»
Il primario di Malattie infettive del Sant’Anna, Luigi Pusterla

«Le vittime del virus oggi?

Over 60 e non vaccinati»

Appello del primario: «Grave che una quota non abbia aderito» - E lo studio rivela che solo 4 province in Italia hanno avuto più casi di Como

Como

Le vittime del virus ora sono persone non vaccinate, con diversi anni sulle spalle e con patologie croniche.

Negli ultimi quindici giorni nel Comasco i decessi per Covid sono stati 27, erano cittadini non ancora immunizzati e con delle comorbidità che rappresentano da sempre il maggiore fattore di rischio. Al Sant’Anna ci sono ancora 49 pazienti ricoverati di cui cinque in terapia intensiva.

«E’ chiaro, nell’ultimo mese abbiamo perso delle persone non vaccinate – spiega Luigi Pusterla, primario delle Malattie infettive dell’Asst Lariana – la vaccinazione è l’unico strumento per metterci al sicuro dalla pandemia. Il rischio con il virus ancora in circolazione c’è per tutti, indipendentemente dall’età il 20% della popolazione è in pericolo. Come abbiamo ormai imparato però la prognosi peggiora all’aumentare dell’età e in presenza di malattie che aggravano il quadro. Dunque anche i cinquantenni e i sessantenni che ancora non hanno prenotato l’appuntamento per fare il vaccino rischiano grosso. Li invito caldamente ad aderire alla campagna vaccinale».

Pusterla si dice stupito dal numero di cittadini oltre i 60 anni che ancora non si sono fatti vaccinare. E non nasconde rammarico e rabbia quando falliscono le iniziative volte ad aumentare la copertura tra i più anziani. «Più ci vacciniamo meno il Covid circola – spiega ancora l’infettivologo – e meno circola meno crea varianti, magari resistenti ai vaccini. I virus, tutti i virus, diventano più forti più si muovono, più girano, solo le vaccinazioni possono arginare definitivamente la pandemia».

Gli ultimi studi scientifici pubblicati nel nostro Paese riportano il 95% di contagi e il 99% di malati con sintomi in meno tra i soggetti vaccinati rispetto ai non vaccinati. Già dopo la prima dose la probabilità di finire in ospedale crolla drasticamente.

E’ vero, con l’arrivo dell’estate la pandemia si sta comunque attenuando, ma occorre sempre fare attenzione perché la nostra provincia nell’ultimo anno in quanto a circolazione del virus è stata la quinta in assoluto in tutta Italia.

I positivi dal primo giugno del 2020 al primo giugno del 2021 a Como sono stati 55.932 dei quasi 60mila totali tracciati dall’inizio della pandemia. L’incidenza dei casi ogni 100mila abitanti è pari a 9.359. Stando a questo numero, rapportato alla popolazione residente, solo Udine, Rimini, Belluno e Bolzano hanno valori più alti. Dietro di noi c’è Gorizia e poi, seconda delle province lombarde, Varese, dove l’incidenza dei positivi in dodici mese ogni 100mila abitanti arriva a 9.227. Si tratta di un fatto certo legato al numero dei tamponi eseguiti, ma anche ad altre ragioni. Il virus da noi è circolato più che altrove perché siamo in una zona di passaggio, tra la Svizzera e Milano. Oppure perché abbiamo un’alta densità abitativa unita ad un elevato tasso d’anzianità. Ma a prescindere dalle possibili spiegazioni è chiaro che la probabilità di entrare in contatto con il virus non è affatto marginale.


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