L’idea: a casa i ragazzi di quinta  «Per una maturità Covid-free»
La maturità dell’anno scorso al Volta

L’idea: a casa i ragazzi di quinta

«Per una maturità Covid-free»

Si cerca di evitare che ci siano classi in quarantena per l’esame - Ma il preside del Giovio frena: «Comunque i ragazzi uscirebbero di casa»

Ultima settimana di scuola a distanza per le quinte, così da evitare classi in quarantena alla maturità. È una delle ipotesi attorno cui le scuole superiori della città stanno discutendo.

Al momento, a poco più di tre settimane dall’8 giugno, termine dell’anno scolastico, non esistono obblighi o indicazioni. La raccomandazione arrivata da Ats Insubria è evitare di organizzare momenti conviviali o “feste” nei giorni finali così da scongiurare possibili assembramenti.

Però, tenere l’ultima settimana (che peraltro comprende anche la festa del 2 giugno) le quinte a casa potrebbe essere una strada utile per evitare il più possibili i contagi e gli isolamenti d’intere sezioni.

Il Volta, per esempio, sembra proprio orientato a sperimentare l’opzione. «Le quinte sono venute in presenza per l’Invalsi – premette il preside Angelo Valtorta – la nostra scelta è sempre stata di tenere la percentuale attorno al 60%: abbiamo deciso di non andare oltre perché i contagi non sono spariti. Ora, l’obiettivo è tutelare il più possibile le quinte: per prevenire eventuali focolai, vogliamo tenerle in dad l’ultima settimana. Poi, da settembre, sono ottimista, torneremo davvero alla normalità».

Le misure in vigore ora prevedono che la ricerca dei contatti di uno studente positivo venga eseguita considerando le frequentazioni a “rischio” avvenute nelle 48 ore precedenti. La quarantena fiduciaria dei contatti di un caso positivo è fissata a 10 giorni con tampone di chiusura negativo o a 14 giorni senza l’effettuazione del tampone.

Di conseguenza, se un alunno dovesse risultare positivo nell’ultima settimana di scuola, tutta la sua classe rischierebbe l’isolamento, non potendo così sostenere l’esame in presenza, il cui inizio è previsto il 16 giugno.

A Milano, per esempio, l’invito della Prefettura a privilegiare la presenza in classe al 100% per l’ultimo anno delle superiori scadrà il 31 maggio e non sarà rinnovata, proprio per ridurre al minimo i rischi per gli studenti.

Al Giovio, l’ultimo consiglio d’istituto aveva deliberato di verificare la possibilità d’avere in presenza le prime e le quinte per l’ultimo giorno di scuola, insieme con le seconde se i numeri lo avessero consentito. Però, anche alla luce dell’ultimo invito di Ats, si sta tirando il freno.

«Fino a venerdì 5 giugno procederemo secondo il calendario e, fino a quel giorno, per me i ragazzi devono venire di sicuro a scuola – precisa il preside Nicola D’Antonio – Al momento, non abbiamo ancora deciso per il 7 e l’8: ne discuteremo e vedremo cosa fare. Però, tenerli a casa tutta la settimana per me non avrebbe senso, specie in un contesto generale in miglioramento. E poi, anche se non venissero in aula, uscirebbero comunque di casa, non eliminando il rischio di contagiarsi».


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