Lo stalker che ama tik tok
Patteggia 1 anno e 8 mesi

Finito ai domiciliari decide di patteggiare per le centinaia di messaggi inviati via web alla ex

Ha scelto di patteggiare una pena a un anno e 8 mesi di reclusione, quindi entro i limiti della condizionale, lo stalker che in meno di un mese aveva intasato mail, whatsapp, skpe, instagram, facebook e pure tik tok con messaggi diretti alla ex fidanzata “colpevole” di averlo lasciato.

Si chiude così, davanti al giudice delle udienze preliminari di Como, il procedimento che aveva portato agli arresti domiciliari un uomo di 33 anni, residente a Casatenovo. Del tutto sordo pure a un ammonimento formale da parte del questore di Como, l’uomo aveva continuato a bersagliare con ogni mezzo a disposizione una donna comasca che aveva avuto la sventura di stringere una relazione affettiva con lui.

I poliziotti della sezione “soggetti deboli” della squadra mobile di Como, dallo scorso settembre, avevano raccolto centinaia di messaggi inviati dall’uomo alla donna oggetto della sua ossessione. Messaggi diretti non solo alla ex, ma anche alle persone a lei vicine bersagliate con promesse del tipo: «Te lo prometto, prima o poi me la paga». A lei ha poi inviato messaggi di questo tenore: «Prega di non trovarmi sotto casa. Tempo che chiami arriva rima l’ambulanza. Vengo a prendervi tutti. Prega che mi passa, se no io finisco nella m.... ma lui e tuo fratello mangiano da una cannuccia per sei mesi».

La tempesta di messaggi inviata con ogni genere di mezzo tecnologico, aveva spinto il questore di Como, a ottobre, a notificare un ammonimento ufficiale a carico dell’uomo. Spesso un provvedimento sufficiente a far desistere gli stalker, non in questo caso. I messaggi hanno continuato ad arrivare sul luogo di lavoro, alle amiche della donna, ai genitori. Alla fine il pubblico ministero Massimo Astori aveva deciso di chiedere - e ottenere - l’arresto.

Di fronte a una mole di carta che lo accusava, il difensore del trentatrenne di Casatenovo ha suggerito al proprio cliente di scegliere la strada del patteggiamento per poter ritornare libero e, soprattutto, per evitare una condanna superiore ai limiti della condizionale che si sarebbe tradotta in una pena da scontare in carcere.

Da qui il patteggiamento, ratificato ora dal giudice per le udienze preliminari Andrea Giudici.

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