Lucini, altri guai  Paco-Sel scarica  gli alleati di governo
La maggioranza di Palazzo Cernezzi: Paco-Sel attacca gli alleati di coalizione. Per Lucini l’ultimo anno di mandato si annuncia sempre più difficile

Lucini, altri guai

Paco-Sel scarica

gli alleati di governo

Il gruppo esce dal coordinamento di maggioranza ma non fa saltare il sostegno a Lucini, almeno per ora. Attacco a Pd e Como Civica: «Gravi responsabilità»

Il gruppo di Paco-Sel resta in giunta e in maggioranza, ma voterà «valutando i provvedimenti di volta in volta». E scarica i due partiti alleati di governo, Pd e Como Civica disertando il coordinamento politico di maggioranza.

Il tutto riservandosi di prendere una decisione definitiva a ottobre. Contestualmente al referendum, quindi, i due consiglieri comunali (Luigino Nessi e Celeste Grossi) potrebbero chiudere con l’amministrazione guidata da Mario Lucini. Oltre ai contestatori interni al Pd, alla porta in faccia chiusa da Eva Cariboni (Amo la mia città) che ha anche votato contro il bilancio, il primo cittadino perde un altro pezzo e si avvia

Gli esponenti di Paco-Sel, che in giunta esprimono l’assessore all’Ambiente Bruno Magatti (ieri irrintracciabile), a cui ora gli alleati chiedono di «fare chiarezza», non hanno votato la sfiducia al primo cittadino. Ma lo strappo potrebbe essere altrettanto serio se non ora, a ottobre.

Il portavoce provinciale di Sel Marco Lorenzini ha parlato di tre questioni alla base della «nostra permanenza o meno nella maggioranza»indicando «metodo di lavoro, cultura politica e contenuti». Il primo attacco è a Pd e Como Civica: «Sul primo aspetto, la condivisione all’interno del coordinamento politico del centrosinistra, non è stato fatto nulla e la valutazione è negativa. Né il Pd né Como Civica hanno mai creduto in questo percorso e hanno spesso poco digerito e mal sopportato il nostro modo di agire». Sui quartieri di cintura, «riconosciamo alcune azioni fatte ma certo non c’è stata centralità. C’è stata una grande attenzione al centro, doverosa sia chiaro, ma il colore di una giunta di centrosinistra si valuta sulle priorità scelte». Contestano di non essere stati informati sulla decisione di nominare Frisoni assessore e neppure «sulla scelta di Lucini di non ricandidarsi». Ecco allora la decisione «sospendere la partecipazione al coordinamento politico dei partiti in appoggio della giunta» e di valutare «di volta in volta, i contenuti che verranno espressi e portati in consiglio» riservandosi «a inizio autunno valuteremo se uscire completamente o provare a contribuire a dare un segnale forte alla città».

Precisano che il percorso « è stato condiviso con Magatti» e auspicano che «continui il proprio lavoro, se c’è una valutazione positiva riguarda il lavoro fatto sull’ambiente e le politiche sociali», ma chiedono una svolta sulla casa albergo di via Volta, su Villa Olmo e «un’attenzione maggiore alle risorse di bilancio da destinare alle fasce più bisognose, un censimento e la valorizzazione a fini sociali del patrimonio comunale e un piano organico per l’abbattimento delle barriere architettoniche».


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