Lungolago bloccato
E Ferro e Gilardoni
hanno 10 in pagella

Per le paratie punteggio massimo a entrambi. L’obiettivo: adeguare la variante alle prescrizioni Anac. Ma le loro proposte sono state definite «illegittime»

Il cantiere del lungolago è bloccato da quattro anni e la perizia numero tre, quella redatta su mandato della giunta di Mario Lucini, è stata bocciata dall’Anticorruzione. Il presidente dell’Anac Raffaele Cantone l’ha definita nel gennaio scorso «inammissibile» perché, in estrema sintesi, non rispetta le norme.

Eppure i due dirigenti comunali che se ne sono occupati, Antonio Ferro (responsabile del procedimento) e Pietro Gilardoni (direttore lavori), che si sono dimessi dalle rispettive cariche ad aprile, in pagella hanno ottenuto un bel 10. Il voto, va precisato, si riferisce all’anno 2015 e non ha quindi nulla a che fare con gli arresti di entrambi i funzionari e con l’inchiesta della procura.

Ma, va detto, l’anno scorso c’erano già state le prime stroncature dell’Anticorruzione che già a metà anno aveva inviato una relazione nella quale sollevava una serie di critiche sulla redazione della terza perizia di variante.

Ferro nel dettaglio aveva come obiettivo la “difesa dalle esondazioni del lago- perizia di variante numero 3” e si è preso il 100% con un valore, dato all’obiettivo pari a 40, il massimo. Nel dettaglio l’intervento «consiste nelle attività propedeutiche all’approvazione della perizia di variante e alla conseguente ripresa dei lavori per la protezione del lungolago». Viene spiegato che tra gli obiettivi c’erano tutti gli adempimenti per adeguare la perizia alle richieste dell’Anac. Il risultato? Bocciata.

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