Mascherine, la beffa dei prezzi continua Introvabili quelle a tariffa bloccata
Comaschi in coda fuori dalla farmacia in via Milano

Mascherine, la beffa dei prezzi continua
Introvabili quelle a tariffa bloccata

Le farmacie non hanno ancora potuto acquistarle a tariffa bloccata e quindi rivenderle a 50 centesimi - Soltanto una ha ricevuto ieri una fornitura “compatibile” con la cifra indicata da Roma. «Lo Stato è in ritardo»

Como

E le mascherine al prezzo imposto? Ancora poco o niente. Sono passati ormai dieci giorni dall’annuncio del commissario straordinario Domenico Arcuri per l’arrivo di mascherine chirurgiche monouso al prezzo fisso di 50 centesimi l’una.

Ancora ieri però le farmacie in città non avevano pezzi a disposizione. Niente alla farmacia Centrale, in via Milano, la farmacia Bani ha venduto le sue e le ha terminate. Alla “Santa Teresa” spiegano che aspettano un carico in giornata con un fornitore che garantisce un prezzo compatibile con i 50 centesimi promessi dal governo. Anzi 60 centesimi, visto che l’Iva non è ancora stata tolta. La stessa speranza si è concretizzata alla farmacia Lanzetti in via Teresa Ciceri, che ieri pomeriggio ha ricevuto un primo rifornimento.

I farmacisti comunque si muovono attraverso i propri canali, dunque non arrivano ancora mascherine dalle nuove produzioni che dovevano partire secondo Arcuri su tutto il territorio nazionale.

La farmacia Tioli in viale Varese però ieri qualche mascherina la vendeva a 60 centesimi, ma, spiegano dal bancone, sono pezzi rimasti in casa. «Sì qualcuno qualcosa ha venduto delle giacenze - spiega il dottor Massimiliano Cappello dalla farmacia di via Adamo del Pero – da Roma hanno garantito che verremmo rimborsati avendole acquistate a più di un euro l’una. Il problema è che i fornitori adesso non ne hanno di mascherine chirurgiche al prezzo imposto e ancora non sappiamo se arriveranno quelle statali». Arcuri ha siglato un accordo con le associazioni e gli ordini dei farmacisti, ma anche con la grande distribuzione. Si citano nell’ordinanza i tabaccai e alcune catene come Coop e Carrefour. Dalla Coop di Rebbio fanno sapere che in effetti sabato hanno venduto alcune mascherine, ma che sono subito esaurite e che aspettano nuovi rifornimenti. Il Carrefour di viale Innocenzo attende la spedizione delle mascherine chirurgiche e suggerisce di richiamare. Nel frattempo i farmacisti continuano a vendere - a prezzi più alti - le mascherine “ffp2” e quelle lavabili. Ieri in centro una mascherina lavabile fino a dieci volte costava 7 euro l’una.

Ce la faremo ad applicare il prezzo ridotto per le mascherine chirurgiche? «Dallo Stato non arriva niente – dice Attilio Marcantonio, presidente di FederFarma Como – hanno annunciato una giusta svolta quando ancora non avevano le certezze di poterla avviare. Forse anche le nostre rappresentanze nazionali hanno compiuto errori. Ci sono pochi grossisti che ci vendono le mascherine a 40 centesimi, così da poterle rivenderle a 60 centesimi».n 


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