Migranti, la Lega alza subito i toni  «Chiudiamo il centro di via Regina»
Matteo Salvini tra Alessandra Locatelli, a sinistra, e Diego Peverelli a San Giovanni nel periodo dell’emergenza migranti

Migranti, la Lega alza subito i toni

«Chiudiamo il centro di via Regina»

Dopo le parole di Salvini, il segretario cittadino annuncia che «si darà un segnale chiaro». La Caritas: «Si aprano all’accoglienza»

Maggiore sicurezza, no all’accoglienza “a braccia aperte” e chiusura del centro di via Regina: per Alessandra Locatelli, segretaria cittadina del Carroccio ed eletta in consiglio con 356 preferenze, è necessario, da parte della nuova Amministrazione, un approccio differente rispetto al passato circa il tema dei migranti: «Bisogna dare un segnale, perché la gente se lo aspetta – spiega – a partire dal controllo, il monitoraggio e l’ispezione delle zone ad alta concentrazione di migranti come San Rocco, Valmulini e Rebbio. Come Lega spingeremo di sicuro in questo senso». «Il centro di via Regina? La posizione non cambia. Crediamo sia inutile e vada chiuso. Siamo consapevoli sia compito del governo e non dell’amministrazione, per questo dovremo vincere le elezioni politiche così da cambiare una legge ingiusta. Batteremo i pugni affinché non si sia troppo accondiscendente con le richieste di Governo e Prefettura».

Secondo Locatelli la giunta Lucini è stata troppo tollerante: «Prendiamo l’estate scorsa. Se si fosse intervenuti subito, quando c’erano 30 migranti in stazione, si sarebbe potuto risolvere il problema. Invece la situazione è degenerata. Chi scappa dalle guerre deve avere tutte le tutele del caso, ma i numeri parlano chiaro: sono pochissimi quelli che ottengono la protezione internazionale».

Dal mondo dell’accoglienza c’è la volontà di ragionare e costruire un percorso con la futura giunta di Mario Landriscina e, al contempo, si respira la preoccupazione di veder prevalere alcuni slogan rispetto alla soluzione dei problemi. Roberto Bernasconi, direttore della Caritas, non è impensierito dai discorsi sentiti in campagna elettorale: «Di fronte alla concretezza della realtà penso sia necessario, anche per la Lega, aprirsi alla dimensione dell’accoglienza. Un esempio: se si spalmassero gli arrivi sul territorio della provincia, il fenomeno diverrebbe più abbordabile per tutti. Noi faremo il nostro dovere di cittadini e cristiani e proseguiremo nell’accoglienza. Una volta pronta la giunta, chiamerò il sindaco per ragionare insieme su questi temi, così da avere un confronto e un coordinamento».

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