Milano - Meda, allarme per tre ponti
Utilizzata da migliaia di comaschi

Un anno fa i tecnici chiedevano interventi entro 12 mesi. L’ingegnere: monitoraggi continui, ma i lavori servono

Como

Tre ponti della Milano-Meda, la superstrada usata ogni giorno da migliaia di comaschi per dirigersi a Milano o nell’hinterland sono a rischio e osservati speciali.

Un anno fa l’ingegnere Giuseppe Giunta aveva presentato una relazione all’amministrazione provinciale nella quale metteva nero su bianco lo stato preoccupante di quattro infrastrutture: il ponte 14 all’altezza di via San Benedetto a C e s a n o Maderno, il 12 all’altezza di via Alessandro Manzoni, sempre a Cesano Maderno e lo svincolo 26. Un quarto, il ponte 10 all’altezza di via Maestri del Lavoro a Bovisio Masciago era inserito nell’elenco ed è attualmente chiuso. L’esperto aveva indicato un anno di tempo prima della necessità di una chiusura a meno di interventi sulle infrastrutture. Tempo che dovrebbe scadere a fine mese. I tre ponti sono aperti e al momento non ci sono date sul via ai lavori per la messa in sicurezza. La Regione ha appena stanziato i fondi necessari oltre ad altri contributi sempre relativi alla superstrada.

«Avevo consegnato la relazione un anno fa - dice l’ingegner Giunta - I problemi non avevano un carattere di immediatezza e avevo indicato in un anno il tempo entro il quale a mio avviso si sarebbe dovuti intervenire. Da quello che so, anche se il mio compito è terminato con le analisi che avevo effettuato, l’amministrazione provinciale ha dato una serie di incarichi per continui controlli dei manufatti».

Controlli che, da quanto si apprende, prevedono un monitoraggio continuo attraverso appositi strumenti e telecamere posizionati sulle infrastrutture.

«Non avevo indicato tempi immediati - aggiunge l’esperto - Io verifico il manufatto e consiglio intervento. La Regione mi sembra che abbia stanziato fondi e i progetti credo siano in fase di approvazione». L’ingegnere avverte anche che la necessità di interventi immediati o meno dipende dalla situazione dell’infrastruttura e dal fatto che sia o meno peggiorata. «Io questo non sono in grado di dirlo, è chiaro che se fosse rimasta congelata - conclude - ci sarebbe ancora più tempo. Dai monitoraggi, però, vedono di certo lo stato dei ponti».

La Regione, come detto, ha stanziato i fondi necessari e i lavori di consolidamento sono previsti tra più di un anno: dalla fine del 2019 per concludersi nel 2020. Complessivamente il finanziamento di Palazzo Lombardia è di 3,2 milioni di euro, tutti destinati alla riqualificazione della Milano-Meda.

«Nel dettaglio - chiarisce l’assessore alle Infrastrutture Claudia Terzi - 1,4 milioni sono destinati a interventi per il consolidamento di quattro ponti, mentre 1,8 a lavori di riqualificazione e messa in sicurezza, compresi gli interventi su ulteriori ponti, che saranno individuati dall’ente gestore e proprietario della strada». E chiude dicendo: «La Milano-Meda è caratterizzata da flussi di traffico molto rilevanti: doveroso mettere in campo misure preventive volte a tutelare l’incolumità dei cittadini e a garantire la circolazione».n 

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