Non si trovano taxi, la protesta di hotel e ristoranti

Il caso Turisti costretti a rincasare in autostop - Confcommercio: «Servizio non all’altezza, servono nuove licenze» - Gli autisti si difendono: «Critiche ingiuste, lavoriamo senza sosta»

Non si trovano taxi, la protesta di hotel e ristoranti
Il numero di taxi in servizio è insufficiente a coprire la richiesta
(Foto di archivio)

Mancano i taxi, i clienti degli hotel e dei ristoranti costretti a fare l’autostop la sera.

Da anni la città lamenta la scarsità di taxi, ma ora che l’estate è alle porta e la stagione turistica si annuncia piena di visitatori il problema diventa davvero critico. A lanciare l’ennesimo allarme sono i titolari dei più noti locali comaschi.

Alcuni albergatori utilizzano i van

«Da anni trovare un taxi a Como è difficile, ma adesso è diventato impossibile - racconta Stefano Neri dal ristorante Il diavolo e l’acqua Santa di Sagnino –. I centralini non rispondono, lasciano in attesa mezz’ora e poi la linea cade. I pochi tassisti che arrivano raccolgono un solo gruppo di clienti, non di più perché si dicono oberati di lavoro. Purtroppo capita a diversi colleghi di lasciare clienti soprattutto stranieri fuori dalla porta a fare l’autostop. Alcuni albergatori si stanno organizzando acquistando dei van». Di recente ConfCommercio si è rivolta ai futuri sindaci elencando i maggiori problemi che vive il settore del turismo, citando anche «il servizio taxi inadeguato con richieste di nuove licenze inevase e un regolamento obsoleto».

«Siamo costretti a fare ricorso alle navette private – spiega Francesco Ugoni dall’Harry’s bar di Cernobbio -. I taxi non escono dai confini della città, non salgono a Brunate perché è scomodo. Dal Mandarin di Blevio non abbiamo trovato un passaggio per accompagnare in città dopo un evento una nota dj di Rtl, Jennifer Pressman. Parliamo di Como come una grande città turistica, ma poi manchiamo nei fondamentali».

«I disagi? Non dipendono da noi»

Radio taxi Como pochi giorni fa ha inviato una lettera agli albergatori. «Carissimi albergatori, nell’ultimo periodo ci siamo trovati ad affrontare un’elevata mole di lavoro, paragonabile alle estati pre Covid. Ci scusiamo per gli eventuali disagi. Disagi che però non dipendono solo da noi, ma da una logica incontrollata di aumento della ricezione turistica senza adeguare i servizi della città. Viabilità, eventi straordinari, trasporto pubblico come bus, navi e treni, ci lasciano spesso soli a rispondere a tutto il fabbisogno. In città e anche ne Comuni limitrofi». I tassisti, pochi, privilegiano i passaggi all’interno della città lasciando scoperti i paesi della cintura e quelli affacciati sul lago.

Matteo Petrini (Cna), in rappresentanza dei tassisti, fa notare che sul tema la categoria si è rivolta al Comune attraverso dei canali ufficiali per cercare un confronto, proponendo sconti e mezzi per i disabili, oppure per le donne sole, senza mai ottenere risposte. Le tariffe, sottolineano i tassisti, sono ferme da 13 anni. «Lavoriamo giorno e notte senza sosta e le critiche arrivano sempre e solo a noi» aggiunge Petrini. Per Confartigianato Francesco Mattei invece spiega che battelli e pullman ogni giorno lasciano a piedi così tanti turisti che i taxi non possono sopperire alle richieste, serve potenziare il trasporto pubblico: «Dalle biglietterie della Navigazione vengono respinti migliaia di turisti perché i battelli sono al completo – dice Mattei – e poi la sera il trasporto pubblico sparisce ovunque». C’è però il nodo delle licenze da anni inevase mai risolto che la nuova amministrazione dovrà affrontare. Magari, suggeriscono i rappresentanti di categoria, con dei nuovi permessi per coprire e rafforzare la stagione estiva.

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