Omonimi e “fantasmi”  È partita la corsa al voto
Si vota il 4 marzo per Camera, Senato e Regione: l’elettore riceverà tre schede

Omonimi e “fantasmi”

È partita la corsa al voto

Dietro le quinteDue Gaffuri, lo stesso partito (il Pd) ma due correnti diverse. E poi il redivivo Rinaldin che nell’ombra “spinge” la sua ex segretaria

La campagna elettorale in vista delle regionali regala già un paio di vicende tutte da raccontare. Storie all’insegna del “a volte ritornano”. In maniera più o meno ufficiale, s’intende.

Partiamo dal Pd, qui il ritorno è quello di Luca Gaffuri. Ha rinunciato a candidarsi in Regione? Certo, ma dietro le quinte c’è sempre. Anzi, questa volta si è schierato nemmeno troppo velatamente: i “suoi” voti andranno al segretario provinciale del partito Angelo Orsenigo. A mettergli i bastoni tra le ruote, però, è arrivato il suo omonimo, il Gaffuri (Alberto) sindaco di Albese con Cassano, che - per inciso - appartiene alla corrente opposta, quella della deputata Chiara Braga. E così il Gaffuri Luca si ritrova nella condizione di dover dire ai “suoi” elettori: «Non scrivete Gaffuri sulla scheda». Perché i voti andrebbero al Gaffuri “sbagliato”.

Sul fronte opposto la “chicca” riguarda Forza Italia. Qui a tornare sulla scena è l’ex consigliere regionale Gianluca Rinaldin. Condannato per truffa e falso in relazione alla nota vicenda della promozione turistica del lago di Como, Rinaldin resta incollato alla politica ed è più attivo che mai nel sostenere la candidata forzista Domiziana Giola: ex segretaria dello stesso Rinaldin in Regione, poi passata nella segreteria dell’assessore Mantovani e successivamente in quella del sottosegretario Alessandro Fermi. E proprio l’elezione di Fermi - pressoché certa, in Forza Italia - invece di rappresentare un ostacolo potrebbe rivelarsi un aiuto per Giola. Se arrivasse seconda in termini di preferenze (con l’aiuto di una macchina da voti come Rinaldin può farcela) avrebbe un posto in consiglio regionale quasi certo. Fermi, infatti, è destinato a diventare assessore e una legge appena approvata vieta il doppio ruolo consigliere-assessore, il seggio in consiglio andrebbe quindi alla prima dei non eletti,

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