Paco-Sel salva Lucini  La sfiducia non ha i numeri
Como consiglio comunale, Luigino Nessi e Celeste Grossi (Foto by Carlo Pozzoni)

Paco-Sel salva Lucini

La sfiducia non ha i numeri

Il gruppo salva il sindaco dalla sfiducia in aula e lascia il pallino nelle mani del Pd. La mozione al momento ha 14 voti ma ne servirebbero 17

Il gruppo di Paco-Sel di Luigi Nessi e Celeste Grossi salva il sindaco Mario Lucini dalla sfiducia in aula e lascia quindi il pallino tutto nelle mani del Partito Democratico.

Fin dalle prime ore dopo gli arresti l’assessore Bruno Magatti (Paco) era corso dal primo cittadino e anche nei giorni successivi lo si è visto spesso al primo piano, nell’ufficio del primo cittadino. Ad esporsi è stata Celeste Grossi, senza aspettare la riunione di maggioranza, come aveva dichiarato il capogruppo Luigi Nessi nei giorni scorsi. Ad ogni modo Grossi ha scritto su Facebook: «non voterò quella a Lucini per gli stessi motivi. La politica non è per me, per noi di Paco-Sel, il luogo dell’agguato, della contrapposizione senza rispetto né di idee e punti di vista diversi, né di differenti culture politiche, né di sensibilità personali. Per noi la politica è il luogo del conflitto non armato».

Parole, le sue, che hanno suscitato polemiche a non finire. Come ha ricordato Mario Molteni, la sfiducia all’ex sindaco Stefano Bruni portava tra i firmatari proprio Paco con Magatti stesso.

In ogni caso per far decadere l’attuale amministrazione servono 17 voti e, al momento, ce ne sono 14. Il pallino a questo punto è tutto nelle mani del Pd, partito spaccato in due, anche se la maggior parte dei consiglieri comunali è a sostegno del sindaco. Uno dei possibili “ribelli”, Guido Rovi, ha precisato che «lo strumento politico della sfiducia è più che legittimo e doveroso per l’opposizione. Sta alla maggioranza vedere se lo strumento che va a tirare una riga su questa esperienza. Personalmente ho sempre detto che il percorso è stato accidentato, ma non credo che la tabula rasa oggi per questa coalizione adempia al mandato degli elettori. Credo però che un ragionamento sulla serie di errori pesanti che hanno portato due nostri compagni di viaggio a firmarla vada fatta». Restano da capire le posizioni di Vito De Feudis e di Raffaele Grieco, sempre del Pd. Mancherebbe un voto. Venerdì è convocata l’assemblea provinciale dei democratici per prendere una decisione.


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