Paga 10 centesimi in meno di multa  Ora il Comune le chiede 211,50 euro
Laura Bralla mostra la cartella di pagamento ricevuta da poco

Paga 10 centesimi in meno di multa

Ora il Comune le chiede 211,50 euro

La storiaUn anno e mezzo fa pagò una sanzione da 114 euro dimenticando gli spiccioli

Oggi dalla Polizia locale la richiesta di versare quasi il doppio: «Una vera ingiustizia»

Una disattenzione nel compilare un bollettino di pagamento può costare tanti soldi e molte arrabbiature. Lo sa bene Laura Bralla, una cittadina comasca che nei giorni scorsi si è vista recapitare a casa un avviso di pagamento di 211,5 euro da parte della polizia locale per aver dimenticato di versare la somma di 10 centesimi all’atto della liquidazione di una multa risalente ad un anno e mezzo fa. Come è possibile?

Facciamo un passo indietro: a novembre 2015 la donna era rimasta coinvolta in un incidente in via Dante ed i vigili intervenuti sul posto, dopo aver effettuato i rilievi del caso, le avevano inflitto una sanzione di 114,10 euro per il mancato rispetto di una norma del Codice della strada. Decisione non contestata al punto che Bralla tre giorni dopo pagò la multa. Solo che per una disattenzione la donna, invece che trascrivere sul bollettino la somma corretta di 114,10 euro così come indicato sul verbale dei vigili, scrisse – e pagò – la somma di 114 euro, quindi tralasciando quei famosi 10 centesimi che a distanza di oltre un anno e mezzo le stanno causando non pochi grattacapi. Per il sistema informatico, infatti, la multa non è stata saldata e per questo adesso il Comune batte cassa, richiedendo il versamento di un cifra nettamente maggiorata. Se non la pagherà entro 60 giorni il tutto andrà a ruolo e verrà effettuato un prelievo forzoso.

«Mi sembra una misura vessatoria – racconta perplessa Laura Bralla – è chiaro che si tratta di un errore, per di più riguardante una cifra veramente irrisoria, solo dieci centesimi. La trovo ingiusta, soprattutto perché questo avviso bonario di pagamento arriva con oltre un anno e mezzo di ritardo rispetto al verbale iniziale. Tra l’altro avevo pagato in tempi celeri la contravvenzione, il mio errore è stato solo quello di indicare sul bollettino la cifra di 114 euro invece che 114,10 euro». Errore di cui nessuno si è accorto fino a pochi giorni fa quando è stato emesso un avviso bonario di pagamento corrispondente a 211,50 euro a titolo di sanzione.

«Mi si contesta il pagamento di una cifra inferiore al dovuto – aggiunge – con relativa richiesta in via bonaria di una somma a mio avviso spropositata; mi sento ingiustamente vessata da una gestione discutibile dell’iter burocratico intrapreso dalla macchina amministrativa comunale. Nessuno mi ha messo nelle condizioni di poter saldare la differenza, nessuno mi ha avvisato dell’errore e adesso mi danno sessanta giorni per pagare una multa raddoppiata, dopodiché andrà tutto a ruolo e procederanno alla riscossione forzata con Equitalia. Mi trattano come se io non avessi pagato e non è giusto, anche perché la sanzione non è proporzionata all’errore commesso».

L’unica possibilità che la donna ha di non pagare è quella di fare ricorso, ma per questo dovrà aspettare che la pratica passi in mano all’agenzia di riscossione.

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