Paratie, la Procura vuole più tempo E l’inchiesta prosegue fino a dicembre
Gilardoni e Ferro durante il sopralluogo dell’Anticorruzione (Foto by archivio)

Paratie, la Procura vuole più tempo
E l’inchiesta prosegue fino a dicembre

Interrogatori e nuove carte da analizzare: chiesta la proroga delle indagini. Attesa per il ricorso del pubblico ministero sugli arresti della dirigente dell’ufficio legale

L’inchiesta paratie non si ferma. Nei giorni scorsi i difensori degli indagati hanno infatti ricevuto l’avviso di proroga delle indagini: altri sei mesi d’inchiesta, potenzialmente fino al prossimo dicembre, prima di chiudere il maxi fascicolo sui lavori pubblici in Comune a Como.

Si tratta della seconda - e ultima - possibile richiesta di proroga dopo quella di sei mesi fa, giunta pochi giorni dopo le perquisizioni e gli avvisi di garanzia che seguirono la relazione finale dell’anticorruzione che bocciò senza possibilità di appello la terza perizia di variante sulle paratie.

Non è ovviamente detto che il pubblico ministero Pasquale Addesso, titolare del fascicolo, utilizzi per intero gli ulteriori sei mesi di indagine. Di certo il lavoro degli inquirenti non è concluso. In questi giorni, ad esempio, sono fissati gli interrogatori con alcuni degli indagati. Tra questi l’ex segretario comunale Antonella Petrocelli, la quale però ha comunicato che non si presenterà avvalendosi della facoltà di non rispondere. Ma in Procura sono attese anche numerose persone informate sui fatti.

Non più tardi di una settimana fa, inoltre, la Procura ha affidato un incarico tecnico per scavare all’interno dei computer e dei tablet sequestrati nell’ambito di un ulteriore giro di perquisizioni fatto dalla guardia di finanza dopo gli arresti di fine maggio.

C’è attesa, intanto, per l’esito del ricorso presentato dalla Procura sugli arresti negati a due dei quattordici indagati nell’inchiesta: la responsabile dell’ufficio legale del Comune, Maria Antonietta Marciano, e la costruttrice Gloria Bianchi. Per entrambe il giudice delle indagini preliminari aveva rigettato la richiesta di arresti domiciliari del pubblico ministero, decisione sulla quale l’accusa ha chiesto al tribunale del riesame di pronunciarsi.


© RIPRODUZIONE RISERVATA