Paratie, la Regione licenzia Sacaim
I tecnici della Regione e di Infrastrutture Lombarde nel corso del sopralluogo sul cantiere delle paratie (Foto by archivio)

Paratie, la Regione licenzia Sacaim

Infrastrutture Lombarde scrive all’azienda veneta: stracciato il contratto, troppi errori progettuali. Aperta la strada verso contenziosi giudiziari anche con il Comune

Paratie, ci siamo. Come ampiamente prevedibile - e anche inevitabile alla luce delle conclusioni a cui era giunta poco meno di un anno fa l’Autorità Anticorruzione - alla fine arriva il ben servito alla Sacaim.

Infrastrutture Lombarde, la stazione appaltante che ha soppiantato il Comune di Como dopo che a ottobre la Regione Lombardia ha levato al sindaco Lucini la competenza sul progetto, ha notificato all’azienda veneta la rescissione del contratto motivandola con errori progettuali che superano il quinto dell’importo del contratto originario.

La Spa diretta emanazione dell’ente governato da Maroni nel suo documento ha da un lato sposato interamente le conclusioni del provvedimento firmato da Raffaele Cantone lo scorso gennaio, quando l’Anac bocciò pesantemente la terza perizia di variante con la quale il Comune avrebbe voluto far ripartire il cantiere (fermo, su ordine del sindaco, dal dicembre 2012) e dall’altro ha stroncato l’operato di Palazzo Cernezzi, sia con riferimento all’attuale amministrazione sia di quella precedente, guidata da Bruni.

A questo punto la domanda è: ora cosa accadrà?

Una risposta la si trova nel documento di Infrastrutture Lombarde, dove vengono anticipate possibili azioni giudiziarie nei confronti di Sacaim per il pagamento dei danni connessi con gli errori progettuali contestati all’azienda veneta, la quale quasi sicuramente risponderà presentando un proprio conto alle casse della Regione per chiedere il pagamento delle penali previsti dal contratto, ma anche del lunghissimo fermo cantiere. Su questo fronte Infrastrutture Lombarde ha messo le mani avanti, inserendo diversi passaggi nella propria missiva nei quali preannuncia possibili provvedimenti nei confronti di chi ha causato esborsi non dovuti o non giustificati di denaro pubblico.


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