Paratie, lo scandalo del progetto cestinato  Così il Comune spreca altri 130mila euro
Il cantiere paratie: consegna prevista l’anno prossimo, ma degli arredi nessuna traccia

Paratie, lo scandalo del progetto cestinato

Così il Comune spreca altri 130mila euro

L’anno prossimo sarà consegnato il cantiere, ma degli arredi nessuna traccia

Il Comune non ha la più pallida idea di quale sarà l’aspetto del futuro lungolago una volta che Infrastrutture lombarde, il prossimo anno, consegnerà l’opera completata. Peggio: l’attuale maggioranza ha deciso di gettare via un progetto già fatto - sicuramente da modellare in alcuni punti, ma già operativo e pronto per essere messo all’asta - e costato alle casse comunali 130mila euro.

Dietro alla sconcertante ammissione dell’assessore Pierangelo Gervasoni che «non c’è un progetto definitivo pronto sugli arredi del lungolago», oltre a una questione di tempi - la burocrazia insegna che con il soccorso di una buona dose fortuna il contratto per “arredare” la passeggiata non arriverà comunque prima di due anni - c’è un passato cancellato con un colpo di spugna. Anche economicamente parlando.

Come la tela di Penelope

E dopotutto la strategia “tela di Penelope” (rifare il giorno dopo ciò che si era già fatto quello prima, salvo smontarlo nottetempo) sembra non dispiacere all’amministrazione cittadina, che piuttosto che utilizzare e adattare un progetto già esecutivo (e che, quindi, doveva soltanto essere messo a gara) ma ereditato dai predecessori, preferisce perdere i 130mila euro già pagati per quel progetto, e doverne aggiungere forse altrettanti per predisporne uno nuovo.

La relazione esecutiva abbandonata nei cassetti del settore lavori pubblici di Palazzo Cernezzi era composta da oltre 70 pagine di relazione e conteneva uno studio sugli arredi architettonici ma anche sul verde esistente. Così come l’attuale progetto paratie, anche il precedente prevedeva il taglio di diversi tigli posizionati lungo la passeggiata (non filari interi, comunque) così come il riposizionamento di almeno la metà di questi, oltre che a nuove piantumazioni.

Le rassicurazioni del sindaco

Il sindaco Mario Landriscina aveva cercato di rassicurare: «Ormai gli elementi per il progetto degli arredi sul lungo lago ci sono tutti. Il sindaco sono io, i soldi sono già a bilancio. A breve daremo un incarico ad un professionista esterno, così da affiancare gli uffici nel lavoro (confermando così l’esborso di altri soldi, oltre ai 130mila euro spesi per il precedente progetto esecutivo abbandonato nel cassetto ndr). Occorre capire ancora nel concreto i dettagli dell’arredo, mi riferisco per fare un esempio alle panchine».

In un mondo perfetto le rassicurazioni del primo cittadino dovrebbero tranquillizzare, ma nell’universo governato dal codice degli appalti pubblici dopo il progetto definitivo (che ancora non c’è) bisogna provvedere a quello esecutivo (che qualche mese lo porta via) quindi una volta approvato fissare il bando di gara, affidare l’appalto, attendersi uno o due ricorsi al Tar e siamo già a stappare i tappi per festeggiare l’arrivo del 2024.

Sul fronte dei costi, peraltro, l’attuale progetto paratie finirà per costare più di quello predisposto dalla giunta Lucini. Oltre ai maggiori costi per la progettazione architettonica, infatti, la Regione nel 2018 aveva già stanziato 15 milioni di euro per il completamento dell’opera (più o meno la cifra del progetto Lucini) a cui va aggiunto un milione di euro per «costi interni» stanziati a favore di Infrastrutture Lombarde.


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