Paratie, stesse barriere  del vecchio progetto
Le barriere alzate, in un’immagine tratta dal progetto dell’Amministrazione Lucini: nella nuova versione sono confermate

Paratie, stesse barriere

del vecchio progetto

Nei documenti della Regione un sistema identico a quello studiato anni fa dai tecnici del Comune. Barriere di alluminio a scomparsa sotto la passeggiata, per sollevare ogni elemento servono due persone

Lungolago, il “sistema di difesa” non cambia. La Regione ha deciso di riproporre in tutto e per tutto la soluzione studiata dai tecnici comunali negli anni scorsi (il dirigente era Pietro Gilardoni, sindaco Mario Lucini). Si è scelto di confermare, come emerge dai documenti della società regionale Infrastrutture Lombarde, l’utilizzo di barriere mobili da azionare manualmente: «Elementi in alluminio sollevabili, ciascuno, da due operatori», per usare le parole esatte della relazione. Si riparte, quindi, dal sistema “a pacchetto”, con barriere a scomparsa (restano sotto la passeggiata quando non servono), arretrate di circa un metro rispetto alla costa. I panconi sono lunghi 2 metri e mezzo, pesano 18 chili, e ogni singolo pezzo ha un’altezza compresa tra 30 e 45 centimetri. Si potranno montare fino a tre barriere sovrapposte, con un’altezza massima che arriverà complessivamente a 1,30 metri. A seconda della portata dell’esondazione, si potrà decidere di alzare solo la prima barriera, oppure anche le altre. Tra i documenti ufficiali figurano anche alcuni disegni - uno lo proponiamo in questa pagina - che illustrano il funzionamento del sistema di protezione: come detto, è una sorta di copia-incolla della soluzione messa a punto a Palazzo Cernezzi tempo fa.

Chi si accollerà la gestione e i costi di manutenzione delle paratie? «Trattandosi di un’opera di interesse regionale - si legge - le modalità di gestione e manutenzione delle opere idrauliche destinate alla difesa della città verranno definite direttamente da Regione Lombardia, che se ne farà carico economicamente». L’incarico per la manutenzione potrà essere affidato «a ditte private» oppure «a enti pubblici o soggetti appartenenti al sistema regionale, attraverso convenzioni». «La definizione delle modalità e dei soggetti incaricati - riportano ancora i documenti - verrà durante le ultime fasi del cantiere, in modo da assicurare fin da subito le migliori condizioni di operatività delle opere».


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