Perseguita la fidanzata come la ex   Nuove accuse dopo la condanna
Il palazzo di giustizia di Como (Foto by foto butti)

Perseguita la fidanzata come la ex

Nuove accuse dopo la condanna

Già condannato per stalking, ci ricasca: indagato per stalking

Como

Neppure il tempo di patteggiare una condanna a un anno e quattro mesi per stalking all’ex fidanzata, che un comasco di 56 anni, si è ritrovato nuovamente sotto accusa per atti persecutori nei confronti della nuova (ma pure lei ormai ex) compagna. Stando alle accuse, l’uomo non sarebbe in grado di elaborare la fine di una relazione sentimentale e, complici i social network, si è messo nei guai per ben due volte in meno di un anno per lo stesso identico comportamento.

La nuova accusa

L’ultima denuncia risale ad autunno inoltrato e già la Procura ha notificato l’avviso di chiusura indagini. A presentarla una donna, comasca anche lei, che aveva allacciato una breve relazione sentimentale con l’indagato. A ottobre, quando lei ha interrotto il rapporto, lui avrebbe cominciato a perseguitarla. Un dato su tutti ha impressionato gli investigatori: in appena tre settimane, tra novembre e dicembre, l’uomo avrebbe chiamato la ex poco meno di 1800 volte, con una media di più di ben 77 telefonate al giorno, ovvero una ogni 20 minuti (notti comprese).

Ma a spaventare la donna sono stati soprattutto i messaggi inviati dall’ex: «Se mi lasci di ammazzo». Oppure (in un whatsapp indirizzato alla madre): «Sistemo prima lui e poi lei» il tutto accompagnato dalla foto di un revolver. E ancora ingiurie, insulti, appostamenti sotto l’abitazione della donna. Oppure la promessa: «Ti faccio venire prendere da tre amici».

E la storia dei “tre amici” apparentemente disposti a vendicare le sofferenze d’amore, ricorre anche nelle accuse che, lo scorso gennaio, hanno portato il protagonista dell’inchiesta a patteggiare un anno e quattro mesi di reclusione sempre per stalking.

Il precedente

In quel caso le vittime delle ire dell’uomo erano la precedente fidanzata, residente nell’Olgiatese, e il suo nuovo compagno. Anche all’epoca (tra febbraio e luglio dello scorso anno) l’indagato era arrivato a comporre in modo ossessivo il numero di telefono sia di lei che di lui, ma soprattutto aveva utilizzato facebook per lanciare strali e minacce contro la nuova coppia.

A parte le solite ingiurie, rivolte soprattutto a lei e dal tenore stantio di accuse sulla rispettabilità in quanto donna, sarebbe arrivato pure a minacciare il figlio del nuovo compagno, a registrare un video in diretta in cui urla «ti ammazzo, ti ammazzo te e lui», a postare una bottiglia di acido muriatico con la scritta «devo fare un po’ di pulizia» fino al richiamo ai tre amici vendicatori: «Ci sono tre persone che li stanno cercando...».


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