Pista ciclabile e piante basse
Lungolago, i primi contenuti

Cantiere paratie: il Comune vuole il progetto sugli arredi entro fine anno - Tavolo tecnico al lavoro per le scelte principali. Per ora poche certezze

Como

Per il nuovo lungolago i tecnici di Palazzo Cernezzi stanno scegliendo piante e panchine da installare. Ma ancora manca il progetto d’insieme che il Comune conta di avere entro la fine dell’anno.

Il tempo stringe e così si è insediato un tavolo tecnico chiamato a sciogliere i nodi principali così da arrivare a un disegno condiviso e, soprattutto, definitivo ed esecutivo in tempo per poter avviare i lavori (una vota terminate le opere idrauliche delle paratie, in capo alla Regione).

In un mese e mezzo resta quindi da disegnare il futuro lungolago e gli interrogativi da sciogliere sono ancora molti. Il responsabile del tavolo di lavoro, Ciro Di Bartolo, ha spiegato che si va verso una nuova pista ciclabile, già citata dal sindaco Mario Landriscina e prima ancora immaginata e progettata dalla precedente giunta targata Mario Lucini.

C’è poi il nodo degli alberi. Una parte consistente dell’attuale filare di tigli sarà conservato, ma è confermato l’abbattimento di 13 alberi che interferiscono con le opere idrauliche e di alcuni considerati ormai morti. Tutte le piante nuove destinate a regalare ombra alla passeggiata allargata dovranno essere più piccole rispetto ai tigli, la taglia pensata è quella dei gelsi o dei meli. Questo perché le piante andranno invasate in grandi contenitori, da installare sopra alla nuova pavimentazione. Sotto infatti non ci sarà più la terra, bensì la camminata e le paratie. Dunque per fare spazio alle radici sono state predisposte delle strutture ad hoc pensate per durare un secolo. Questi contenitori non potranno rimpiazzare in egual numero gli alberi esistenti, saranno posizionati più distanti, altrimenti andrebbero a creare un effetto muro.

I tecnici sono orientati a scegliere delle piante che non vadano oltre i quattro, cinque metri d’altezza. Anche per valutare al meglio questa scelta è stato nominato l’architetto paesaggista Massimo Semola. È più probabile che verrà selezionata una sola varietà di albero per dare continuità ed armonia.

Quanto alle panchine per il momento il tavolo tecnico ha ristretto il campo d’azione, sono state selezionate alcune tipologie di sedute per forme e materiali, ma non è ancora stata fatta una scelta definitiva. Un altro tema di lavoro è la pavimentazione che sarà molto più grande e si estenderà per diversi metri sopra l’attuale specchio d’acqua.

Questa grande spianata rischia di essere monotona ed uniforme. Dunque oltre a piante e panchine per movimentare la camminata si sta pensando a dei disegni, per terra, come fossero delle grandi piastrelle.

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