Politeama, per ora solo annunci  «Servono milioni? Li troveremo»
L’ex teatro è in condizioni fatiscenti, come si nota è sparita anche la lettera “P” dall’insegna

Politeama, per ora solo annunci

«Servono milioni? Li troveremo»

Il Conservatorio: «Ristrutturazione e poi spazi per la didattica». Ma i fondi non ci sono

Di concreto non c’è nulla. Il passo avanti tanto atteso sul Politeama - da giorni fioccano le indiscrezioni- in realtà è poco più di un annuncio e si può sintetizzare con le parole arrivate dal sindaco Mario Landriscina, ieri, in un’affollata conferenza stampa: «Un ente pubblico, il Conservatorio, è disposto a cercare risorse per sistemare l’immobile e poi a gestirlo. Si sono fatti avanti, sono persone serie, cosa vogliamo di più?». Facile rispondere che ci si attendeva chiarezza sui contenuti del progetto per far rinascere l’ex teatro e sul percorso da compiere per arrivare a consegnarlo nelle mani dell’ente di via Cadorna. Al momento si è parlato solo di una possibile collaborazione, annuncio arrivato in Sala Stemmi di fronte a numerosi consiglieri comunali e rappresentanti del mondo culturale.

Al tavolo con Landriscina c’era il presidente del Conservatorio Enzo Fiano, artefice della proposta subito recepita dal Comune: «In via Cadorna - ha detto - non abbiamo spazi a sufficienza per la didattica e gli eventi, dobbiamo respingere cento allievi. La nostra idea è quella di ottenere l’immobile in comodato, in cambio dei lavori. Saremo noi a trovare i soldi per sistemarlo. Ci siamo dati un anno di tempo, attiveremo tutte le relazioni di cui disponiamo: società civile, banche, istituzioni. Una stima dei costi? Intorno ai 4 milioni per il restauro puro e semplice, in fondo l’obiettivo è renderlo agibile, non rifarlo completamente, non pensiamo alla Fenice».

Quanto all’utilizzo, Fiano ha detto: «Ci interessano locali per l’insegnamento, come sede aggiuntiva del Conservatorio. Non un teatro propriamente inteso, anche se il palco ci sarà. Molte lezioni si faranno lì ma dovrà rappresentare anche un punto di riferimento per mostre, conferenze e musica. Una volta partiti, nel giro di tre anni si fa tutto».

© RIPRODUZIONE RISERVATA