Processo paratie  Il pm: «Interesse politico»  Le difese: «Esterrefatti»
Comil pm Pasquale Addesso, tribunale processo paratie (Foto by Andrea Butti)

Processo paratie

Il pm: «Interesse politico»

Le difese: «Esterrefatti»

La requisitoria del pubblico ministero Addesso e le pesanti richieste di condanna.

Reclamare il bene superiore della città non è bastato, almeno finora: «Si può derogare alla legge perchè si ha fretta? Allora strappiamo pure il codice degli appalti... L’interesse pubblico non è quello politico - ha detto il pm - e non si può perseguirlo violando le norme... “Spacchettare” gli incarichi di progettazione fu gravissimo: determinò l’azzeramento della concorrenza, determinò un aumento dei costi e soprattutto, conseguenza più grave, cancellò la paternità del progetto. Se qualcosa fosse andato storto - ha chiesto il pm - chi ne avrebbe risposto?».

Da rilevare infine il fatto che la Procura abbia chiesto anche l’abbattimento delle opere che ritiene abusive. Alcune sono non visibili, oppure sono opere “assorbite” nel nuovo progetto. Nel caso, sarà davvero un bel problema.

Si torna in aula il 24. Cominceranno le arringhe difensive, e dopo le conclusioni di ieri la gran parte degli avvocati morde il freno.

«Probabilmente abbiamo assistito a un altro processo - ha commentato a fine udienza Edoardo Pacia, che con Luisa Scarrone assiste Gilardoni - Pur proponendo tesi a tratti suggestive, il pm ha ricostruito la vicenda trascurando molti degli aspetti emersi in istruttoria, che a nostro modo di vedere restituiscono una immagine completamente diversa della vicenda. E comunque richieste di condanna di questa portata lasciano esterrefatti. Ribatteremo punto su punto». A Pacia fa Eco Giuseppe Sassi, difensore di Stefano Bruni: «Ritenevo che gli esiti del dibattimento avessero in qualche modo ridimensionato la portata delle imputazioni. Quanto alle richieste di condanna, non posso non dirmi anche io allibito. Avremo modo comunque modo di replicare».

Walter Gatti, l’avvocato di Antonio Ferro: «La ricostruzione del pubblico ministero non è credibile... È impensabile - dice - che la città sia stata governata per vent’anni da una associazione a delinquere di questa portata. Non è così, al netto degli errori che possano essere stati commessi».

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