Sallusti: «Sindaco? Meloni me lo chiese
Ho risposto no, non sono mica matto»

Il giornalista comasco a margine della presentazione del suo libro a Inverigo - E sulle elezioni politiche del 2023: «La sinistra vince solo se il centrodestra salta per aria»

Sallusti: «Sindaco? Meloni me lo chiese Ho risposto no, non sono mica matto»
Alessandro Sallusti (secondo da destra) a Cremnago per la presentazione del suo libro

La magistratura, la politica, i referendum e le imminenti elezioni a Como. Sono tanti gli argomenti che ha toccato il direttore editoriale di Libero Alessandro Sallusti nella “Cena letteraria” di venerdì alla Trattoria Edda a Cremnago di Inverigo.

A microfoni spenti, accolto dal sindaco di Inverigo, Francesco Vincenzi , il giornalista comasco ha confermato di aver avuto da Giorgia Meloni , leader di Fratelli d’Italia, la proposta della candidatura alla corsa per la poltrona di sindaco di Como. «Ho declinato l’offerta: non sono mica matto - ha detto con un largo sorriso -. Amo Como, ci sono nato e ho anche avuto un percorso professionale importante, ma non ho nessuna intenzione di fare il primo cittadino».

Protagonisti della serata i due libri sulla vicenda dell’ex magistrato Luca Palamara , “Lobby e logge” e “Il sistema-potere, politica, affari:storia segreta della magistratura italiana”. «Sono il frutto di 40 giorni di colloquio con l’ex magistrato ed evidenziano il fatto che la giustizia in Italia è fuori controllo ed inquina la democrazia. E questo riguarda tutti -ha aggiunto Sallusti -. I giudici negli ultimi anni hanno inquinato e falsato la democrazia promuovendo delle inchieste con violenza mentre altre non sono state fatte. Grazie anche alle protezioni politiche, della sinistra e di alcuni giornali. Hanno fatto cadere quattro governi legalmente eletti. O vanno bene alla magistratura o vengono smontati».

Referendum e politica

Non poteva mancare un accenno ai referendum sulla giustizia. «Per cambiare questo sistema, serve una spallata da basso. E se il 12 giugno andremo ai seggi e vinceranno i sì, sarà un segnale politico inequivocabile. Sarà -ha proseguito -il modo per dare una spallata al sistema marcio (inquinato da faccendieri, servizi segreti, pentiti di mafia, lobby e logge che hanno riempito il vuoto lasciato dalla politica) e per ripristinare la democrazia. La politica è una roba seria. Il problema non è quanto guadagnano i politici, ma quello che fanno. Ormai sono talmente screditati che sarà difficili riabilitarli».

Sallusti ha espresso anche il suo pensiero sulle elezioni politiche dell’anno prossimo. «La sinistra può vincere solo se il centrodestra salta per aria -ha detto -.Oggi sono cambiati gli equilibri e chi prenderà più voti sarà Giorgia Meloni, che quindi dovrebbe diventare presidente del consiglio. Un’eventualità che non piace a Berlusconi e Salvini che hanno due possibilità per intascare lo stesso la vittoria del centrodestra:una legge elettorale proporzionale o presentarsi assieme, per poter avere, più o meno, gli stessi voti di Fratelli d’Italia».

La guerra

Sallusti poi ha risposto a una domanda sulla guerra in Ucraina, partendo dall’informazione che può essere disinformazione. «Non dobbiamo accettare notizie da uno sconosciuto -ha spiegato -.In questa guerra ognuno fa il suo gioco ed ognuno sta barando. Ma non possiamo uscire da questo gioco. Non possiamo alzarci dal tavolo. Se succedesse le conseguenze sarebbero devastanti. Il giorno dopo i vostri mobili che adesso vanno in tutto il mondo non ci andrebbero più. Vedete non è una scelta tra Santa Maria Goretti e il diavolo, ma in quale tipo di libertà vivranno i nostri nipoti. Diamo per scontata la libertà ma non sempre e non in tutto il mondo è così. E la libertà conta molto anche sul Pil».

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