Salvini all’attacco  «Basta irregolari  nelle nostre città»

Salvini all’attacco

«Basta irregolari

nelle nostre città»

L’intervista a La Provincia del leader della Lega sull’omicidio di don Roberto: «Aprire i porti genera conseguenze drammatiche»

Il leader della Lega Matteo Salvini, ex ministro dell’Interno, conosce bene Como. E ci viene spesso, molte volte in forma privata. Rivendica, anche oggi, giorno dell’uccisione di don Roberto Malgesini, il prete degli ultimi, la decisione di chiudere il centro di via Regina, a due passi da piazza San Rocco, dice che una grata davanti a San Francesco va intesa come un «segnale per riportare un po’ di decoro» e contesta le politiche sull’immigrazione perché «Lasciare frotte di irregolari nelle nostre città ha conseguenze drammatiche».

Nel 1999 don Renzo Beretta, oggi don Roberto entrambi uccisi da persone irregolari nel Paese. Di anni ne sono passati 21 e si sono susseguiti Governi di ogni colore. Cosa non funziona?

L’immigrazione è una ricchezza solo se regolare e controllata. Aprire i porti indiscriminatamente genera insicurezza ed enormi problemi sociali che ricadono sugli italiani e sugli stranieri regolari, anche con conseguenze drammatiche. Lei ricorda due episodi gravissimi, ma non dimentichiamo per esempio Kabobo, il ghanese che nel 2013 uccise a picconate tre persone a Milano. Da quando la Lega non è più al Governo gli sbarchi sono quadruplicati. Noi avevamo ridotto drasticamente gli arrivi, i morti in mare e i reati gravi. Eravamo passati dalle parole ai fatti con risultati concreti, tanto che il 3 ottobre sarò processato a Catania perché ho difeso l’Italia e i suoi confini.

Lei chiederà provvedimenti su chi non ha fatto rispettare più decreti di espulsione?

Quando eravamo al Governo, per rendere le espulsioni più efficaci avevamo intensificato i rapporti diplomatici con i Paesi di provenienza, chiarendo che chi dimostrava scarsa collaborazione sarebbe stato penalizzato, per esempio per l’ingresso in Italia degli stagionali. Avevamo preparato col decreto sicurezza la lista dei Paesi sicuri per rimpatri immediati, tagliando la burocrazia, mentre negli ultimi mesi il Paese che ha favorito il maggior numero di partenze verso le nostre coste è stata la Tunisia che fino a un anno fa era quello più collaborativo. Avevamo anche previsto un periodo di permanenza più lungo nei centri per avere il tempo di espellere i clandestini senza rimetterli in strada. Certo, il ministro Lamorgese che vuole smantellare i decreti sicurezza ha il dovere di chiarire cosa intende fare. Lasciare frotte di irregolari nelle nostre città ha conseguenze drammatiche.

A Como, da tempo, si parla del problema dei senzatetto. Ma come si interviene per risolvere situazioni bordeline? La Lega ha proposto di mettere grate davanti ai portici, ma questa può essere davvero la soluzione o sposta solo il problema?

Le grate non sono una soluzione definitiva, ma un segnale per riportare un po’ di decoro in città. È evidente che aprire nuovi dormitori, come propone il centrosinistra e come pensa qualche amico di centrodestra, rischierebbe di attirare ancora di più disperati e balordi. È corretto pensare a un efficace sistema di aiuto, ma dato che le risorse non sono illimitate la stella polare dev’essere “prima gli italiani”. Con la Lega al Governo era stato chiuso il centro di accoglienza di via Regina, oltre a 30 strutture sul resto del territorio. Grazie ai “porti chiusi” i richiedenti asilo presenti nel Comasco erano stati ridotti di quasi 800 presenze. Il problema va affrontato a monte, perché se i sindaci si ritrovano decine di clandestini e sbandati per la strada è poi difficile metterci una pezza. E i cittadini ne pagano le conseguenze.

Pensa ci sia un problema di impotenza delle forze dell’ordine?

Le donne e gli uomini delle forze dell’ordine sono eroici e meritano tutta la nostra gratitudine. In troppi casi il loro impegno è vanificato da leggi blande. Avevamo dato risposte concrete ai comaschi: 15 militari inviati ad hoc per strade sicure, controlli straordinari del territorio che avevano ridotto i furti nelle abitazioni e le rapine del 30%, rafforzamento dell’organico della polizia di frontiera e della questura, nove carabinieri in più. Sette Comuni comaschi avevano ottenuto 370mila euro per la videosorveglianza e il capoluogo aveva beneficiato di 40mila euro per Scuole sicure (ovvero per intensificare i controlli anti-pusher a tutela degli studenti). A Como, la Lega ha portato a casa risultati concreti.

Lei sul suo profilo ha postato “orrore a Como” con immagini e linguaggio choc. Cosa risponde a chi la accusa di speculare sulla morte, tragica, di una persona?

Per qualcuno è sempre colpa di Salvini, ma ricordo cosa è successo solo nelle ultime settimane: immigrati morti al largo di Crotone, un immigrato investito e ucciso mentre cercava di scappare da un centro di accoglienza, Lampedusa al collasso, sindaci siciliani di Pd e 5Stelle che dicono “no” agli sbarchi, addirittura il Movimento 5 Stelle siciliano che chiede le dimissioni del ministro dell’Interno, arrivi quadruplicati rispetto a un anno fa, immigrati positivi al Covid che scappano, episodi gravissimi come l’omicidio di don Roberto. Il fallimento del governo Conte-Lamorgese-Pd-5Stelle-Renzi è nei fatti, altro che i post di Salvini. Per non dimenticare le recenti tragedie di Willy e di Maria Paola. Abbiamo già troppo delinquenti italiani, figli di violenza, arroganza e ignoranza, per permetterci di farne sbarcare altre decine di migliaia ogni anno da ogni parte del mondo.


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