Scuola al via ma senza docenti, a Como mancano 300 prof di sostegno
La nomina dei professori, una scena ormai tradizionale alla Magistri

Scuola al via ma senza docenti, a Como mancano 300 prof di sostegno

A poche ore dalla prima campanella sono ancora molte le cattedre scoperte

A tre giorni dall’inizio della scuola, le cattedre nel Comasco non sono tutte coperte, anzi. Il problema non nasce oggi e, a pochissimo tempo dallo squillo della prima campanella, fra sostegno e “posto comune” ci sono ancora centinaia di buchi da coprire.

Domani, alla Magistri, sono stati convocati solo i docenti presenti nelle graduatorie a esaurimento provinciale per provare a coprire una parte dei posti rimasti vacanti con contratti a tempo determinato: le operazioni saranno coordinate dai presidi delegati Silvana Campisano (Caio Plinio) e Vincenzo Iaia (Melotti) con il sostegno dei funzionari dell’ufficio scolastico provinciale. Nel dettaglio, se considerati sia i posti interi sia gli “spezzoni orari”, le disponibilità che si potrebbero coprire sono 32 nell’infanzia, 150 nella primaria e 24 nella secondaria di secondo grado. Negli anni passati non tutti gli insegnanti hanno accettato posti scomodi e magari lontani: ma, pure se dicessero tutti di sì, il fabbisogno delle scuole resta maggiore. Per le medie, invece, ci sono ancora posti liberi, ma nessun aspirante è presente nelle graduatorie provinciali: pertanto i dirigenti utilizzeranno le graduatorie d’istituto. Un’altra “partita” riguarda il sostegno, con il Lario una fra le zone in Italia dove ci sarebbe più bisogno di docenti: è difficile avere un numero preciso, ma le stime parlano di quasi trecento cattedre.

«Quest’anno, sui posti comuni, c’è stata una forte immissione in ruolo - sottolinea Salvo Gerardo, segretario della Uil scuola - le graduatorie si stanno riducendo. L’organico di fatto, quindi, sta diventando organico di diritto. Però, bisogna risolvere una volta per tutte la questione del sostegno. I posti vacanti sono tantissimi: noi, da tempo, chiediamo a gran voce un rimedio e corsi di specializzazioni: quelli fatti sono a numero chiuso o i posti sono pochissimi. Il problema va risolto».

Rosaria Maietta, segretaria provinciale Flc Cgil, pone l’attenzione anche sulla carenza di dirigenti: «La metà degli istituti di Como si trova senza un direttore amministrativo di ruolo, oltre il trenta per cento delle scuole della nostra provincia non ha neanche un preside proprio. Ancora una volta, a pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico ci ritroviamo con diverse centinaia di cattedre vacanti. Alcune procedure concorsuali che avrebbero dovuto almeno tamponare i problemi sono state avviate, ma a tutt’oggi o non hanno ancora prodotto delle graduatorie di vincitori di concorso dalle quali poter attingere oppure, nel caso delle procedure terminate, esse sono state gestite in modo talmente caotico da determinare continue modifiche dei punteggi, ricorsi, errori e contenziosi che rimarranno aperti a lungo».

A livello regionale, la situazione, denuncia sempre il sindacato, non è rosea: su 1142 istituti, 329 sono senza un dirigente scolastico. Sono quindicimila i posti vacanti senza docenti titolari (le stabilizzazioni sono meno della metà) e, su cinquemila cattedre di sostegno, i nominati in ruolo sono 142. Saranno ancora migliaia le supplenze che verranno effettuate questo mese, con graduatorie ancora non definitive e alcune già esaurite. A settantadue ore dall’inizio delle lezioni.

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