Scuola, in classe vestiti male  Contro gli eccessi spunta il dress code
Linea di cintura bassa, jeans strappati in certi punti, infradito: il confine fra moda e buongusto è labile

Scuola, in classe vestiti male

Contro gli eccessi spunta il dress code

Con la bella stagione aumentano le tentazioni. Al Casnati c’è un codice scritto inserito nel regolamento. Nelle superiori pubbliche prevale la linea del dialogo

Si avvicina la bella stagione e l’abbigliamento dei più giovani, spesso, si adegua di conseguenza, con infradito, bermuda e non solo. A questo proposito, in diversi istituti scolastici italiani, in questo periodo cominciano a fioccare le circolari interne per vietare vestiti non consoni al luogo.

A Como, c’è chi ha precise norme riguardo al “dress code” e altri, invece, si affidano alla persuasione o, in caso di violazione, al richiamo verbale. Alla prima categoria appartiene il centro studi Casnati, che già anni fa ha messo in fila alcune norme, inserite nel regolamento interno sottoscritto insieme ai genitori: «Da noi – spiega Daniele Discacciati, della direzione dell’istituto scolastico – non è in nessun modo consentito un abbigliamento non adeguato per una struttura deputata alla formazione. Devo dire che i genitori apprezzano e non abbiamo mai ricevuto obiezioni dagli studenti: la chiarezza, con tutta probabilità, paga». Sulla stessa linea il collegio Gallio: come da regolamento interno, lo studente è invitato a “presentarsi in abbigliamento decoroso”.

Al liceo Giovio, non si è reso necessario, fino a questo momento, preparare circolari ad hoc o modificare il regolamento. Per Silvana Campisano, preside del Caio Plinio - è fondamentale la persuasione: «Non intendo fare nessuna circolare su questo argomento, né è presente alcun riferimento nel nostro regolamento interno – commenta – da noi, innanzitutto, persone in infradito fra i banchi di scuola non ce ne sono. Poi, siamo aiutati molto dall’alternanza scuola-lavoro, che spinge i ragazzi all’esterno a vestirsi in maniera adeguata». Nessun provvedimento da parte di Roberto Peverelli, preside del Setificio: «Non faremo nessuna circolare – continua – è una linea che abbiamo scelto di tenere, confidando nel buon gusto e nella capacità del ragazzo di adeguarsi. Chiaro, se qualcuno arrivasse vestito in maniera inaccettabile, allora prenderemo provvedimenti. Ma fino ad adesso non è mai successo».

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