Senzatetto, tutto come al solito
Resta il “pienone” sotto i portici

Nonostante le temperature e l’apertura dei due dormitori invernali, i portici cittadini - su tutti San Francesco e il Crocifisso - continuano a essere pieni di persone che vi trovano rifugio di notte

Senzatetto, tutto come al solito Resta il “pienone” sotto i portici
La situazione sotto i portici dell’ex chiesa di San Francesco

Nonostante il progressivo abbassarsi delle temperature e l’apertura dei due dormitori invernali, i portici cittadini, su tutti San Francesco e il Crocifisso, continuano a essere pieni di persone che trovano rifugio notturno. E con l’arrivo della neve, la situazione non sembra cambiare.

I motivi sono diversi: innanzitutto, gli addetti ai lavori spiegano come, anche gli altri anni, all’inizio di Emergenza freddo, si faccia sempre un po’ di fatica a convincere i senza dimora. Poi, di solito la situazione si sblocca. In più, oltre alla reticenza (che c’è e c’è sempre stata) da parte di alcuni ad abbandonare il proprio posto, si sono aggiunti altri due elementi: da una parte, il protocollo sanitario, indispensabile per condurre le attività in sicurezza, fa un po’ da tappo. Inoltre, il cambio di posto del dormitorio, prima nella riconoscibilissima via Sirtori, allunga un po’ i tempi. In più, rispetto alle altre “edizioni”, mancano alcuni “soliti” ospiti, vale a dire i richiedenti asilo: inizialmente non accolti nei centri di accoglienza per volere della Prefettura, con il lavoro dell’Osservatorio giuridico migranti, in 16 hanno trovato posto nei Cas.

In ogni caso, i dormitori si stanno piano piano riempiendo. Anche in via Borgovico, per esempio, anche se occupati solo la metà, tutti i letti sono già stati assegnati. Inoltre, grazie al supporto delle associazioni, si sta facendo il “giro” per avvisare le persone che i dormitori sono aperti. La nuova struttura garantisce 33 posti letto, cui sarà possibile aggiungerne altri quattro in caso di emergenza. Il centro è gestito dalla Fondazione Somaschi, in convenzione col Comune.

A San Rocco, invece, l’ospitalità si sviluppa su due piani, i posti letto sono una ventina e destinati solo agli uomini. Sono presenti i servizi e le docce, oltre a uno spazio destinato alla socializzazione. È gestito dalla Fondazione Caritas solidarietà e servizio. Bisognerà capire se, alla fine, i posti messi a disposizione da “Emergenza freddo” saranno sufficienti, anche alla luce dello sgombero avvenuto all’ex scalo merci: le persone allontanate ieri mattina, al momento in via Cadorna poiché positivi al Covid, dovrebbero poi confluire con tutta probabilità nelle strutture.

Da dieci anni, Emergenza freddo è promosso dagli enti che aderiscono alla rete per la grave marginalità “Vicini di Strada” (di cui fa parte anche il Comune), cui si aggiungono ogni anno altri enti, associazioni, gruppi informali e singoli cittadini. Come ogni anno, servono volontari. Il servizio è, infatti, reso possibile per la partecipazione delle moltissime persone che accolgono gli ospiti a partire dalle 19.30.

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