Smog ancora alle stelle Colpa dei fuochi d’artificio

Smog ancora alle stelle
Colpa dei fuochi d’artificio

I botti di fine d’anno fanno alzare il livello di polveri a quasi il doppio del previsto. Ignorata l’ordinanza di divieto del sindaco, ma nessuno è stato multato

I botti di San Silvestro fanno andare alle stelle i livelli di inquinamento a Como. La centralina di via Cattaneo, dalla mezzanotte a cavallo tra il 2015 e il 2016 e per tutto il primo dell’anno, ha fatto segnare un livello di polveri sottili pari a 91 microgrammi per metro cubo d’aria, quasi il doppio rispetto al consentito. Si tratta del livello più alto fatto registrare dall’inizio dell’inverno.

Nessun dubbio sul fatto che la causa principale dell’incremento dei livelli di Pm10 sia da legare proprio ai botti di fine d’anno. In città, dopotutto, l’ordinanza del sindaco che vietava a chi non era autorizzato di sparare fuochi d’artificio è stata letteralmente ignorata.

Allo scoccare della mezzanotte - e ancor prima - lo spettacolo pirotecnico “ufficiale” ha fatto da sfondo a centinaia di esplosioni artigianali e pure a un paio di misteriosi spettacoli concorrenti e, pare, non autorizzati.

Le luci della prima alba del 2016 hanno così regalato l’immagine di una città disseminata dei resti di raudi, micette, fontane, stelline scintillanti e chi più ne ha più ne metta. Ma di multe per inosservanza dell’ordinanza di Palazzo Cernezzi, neppure una.

Di occasioni per rammentare l’elenco di divieti sull’utilizzo di materiale pirotecnico, in realtà, ve ne sarebbero state numerose. Ad esempio in zona Sant’Agostino qualcuno ha improvvisato un vero e proprio spettacolo alternativo a quello musicale iniziato con lo scoccare della mezzanotte.

Fuochi d’artificio e fontane che difficilmente si trovano in commercio e possono essere utilizzate da chi non ha una regolare licenza. Eppure per un quarto d’ora abbondante il primo pezzo di viale Geno si è tramutato in un festival di esplosioni e colori e nubi grigie dal sapore di polvere da sparo.

Stessa scena in zona caserme, dove il cielo è stato a lungo illuminato dalle saette pirotecniche esplose non si sa da chi. Segnalazioni di spettacoli pirotecnici privati sono arrivate anche da Albate.

«Buongiorno, abito in via Dottesio - è invece la mail che ci ha inviato una lettrice - Questa notte ho chiamato tre volte il pronto intervento dei vigili, ma nessuno è intervenuto. Qui c’è stato il finimondo. Bombe in mezzo alle strade, fuochi tra le case, le macchine bloccate dal fuoco e dal fumo. Gli animali impazziti, il cane con crisi epilettiche, mia mamma ammalata di Alzehimer che urlava terrorizzata e le mie chiamate non hanno valso nemmeno un passaggio di una pattuglia per controllare la situazione». Una scena che, pare, si ripete ormai da almeno un paio di anni nella zona.

Il tutto a fronte di un’ordinanza firmata dal sindaco che parlava chiaro: dalle 14 del 31 alle 08 dell’1 «è vietato, ai soggetti non titolari di licenza accendere e far esplodere petardi, mortaretti o artifici simili in tutti i luoghi in cui si svolgono manifestazioni pubbliche o aperte al pubblico, in tutte le vie, piazze e aree pubbliche particolarmente frequentate o in vicinanza di altre persone, a una distanza inferiore a 200 metri da luoghi di ricovero, cliniche, ospedali, case di riposo, in presenza di animali domestici». La pena? «Una sanzione amministrativa pecuniaria da un minimo di euro 25 ad un massimo di euro 500». Totale infrazioni contestate a fine San Silvestro: zero.

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