Tassa rifiuti, slittano le scadenze
Como, la prima rata si paga a ottobre

Nessun versamento il 16 giugno come previsto. Sarà il Comune a inviare per posta i bollettini dopo l’estate

Nessun pagamento della tassa rifiuti fino al prossimo 16 ottobre. La commissione Bilancio presieduta da Matteo Ferretti ha approvato (con l’astensione del Movimento 5 Stelle) lo slittamento dei termini proposto dalla giunta e dal vicesindaco Adriano Caldara. Ora manca solo il passaggio formale in consiglio comunale.

Ad ogni modo la prima rata, che avrebbe dovuto essere pagata entro il 16 giugno (fino all’anno scorso la scadenza era metà maggio), ma i comaschi non dovranno versare nulla. Dopo l’estate sarà il Comune ad inviare ai comaschi, famiglie ed attività produttive, i bollettini per il pagamento. Sono oltre 40mila le utenze che usufruiscono del servizio che costa circa 13,7 milioni di euro. Cifra che, come prevede la legge, deve essere interamente coperta dalla tariffa.

I conteggi verranno rivisti anche alla luce dell’emergenza Coronavirus che ha portato a un calo dei rifiuti prodotti visto lo stop a imprese e attività commerciali e l’assenza di turisti. Le tariffe, quindi, dovrebbero essere modificate al ribasso almeno a giudicare dalle premesse e anche dal fatto che certamente non si vedranno sul Lario i numeri di turisti che l'anno scorso avevano fatto registrare il tutto esaurito e infranto record anche per quanto riguarda l’ammontare della tassa di soggiorno (quest’anno, se le cose andranno bene, si attesterà su qualche centinaia di migliaia di euro a fronte di quasi 1,5 milioni di euro).

Come detto, tornando alla Tari, non bisognerà pagare nulla finché non si riceverà la busta a casa con le indicazioni. Il consiglio comunale all’inizio dell’anno aveva approvato le nuove tariffe (si tratta di un documento propedeutico al bilancio) e previsto la modifica delle scadenze per il pagamento della Tari: il 16 giugno la prima (con tariffe del 2019) con conguaglio a dicembre (in attesa anche della revisione dei criteri Arera, in corso a livello nazionale). Resta confermata l’ultima rata di dicembre, mentre la prima sarà al 16 ottobre.

Confermate anche le modalità di calcolo dell’importo che ciascuna famiglia dovrà versare: la prima rata in base alle tariffe dell’anno scorso e la seconda a conguaglio.

In crescita i numeri sulle mancate riscossioni che, però, si assottigliano con il passare del tempo, man mano che vengono avviate e portate avanti le procedure per il recupero crediti. Nel 2017 erano pari a circa 70mila euro (131 avvisi), nel 2018 erano 97mila fino ad arrivare al mezzo milione dell’anno scorso (quasi mille gli avvisi spediti da Palazzo Cernezzi). Questi ultimi, però, comprendono anche i primi solleciti al ricevimento dei quali, va detto, molti pagano e si mettono in regola.

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