Como: tasse, addio alla Tasi
E sull’Imu niente aumenti

La giunta ha approvato le stesse aliquote del 2015. Due rate: una a giugno e la seconda a dicembre. Dalla Tasi i comaschi risparmiano 11 milioni di euro

I comaschi risparmieranno quest’anno complessivamente 11, 2 milioni di euro dalla Tasi, abolita dal Governo. A pagarla saranno soltanto i proprietari di immobili di lusso e di fabbricati destinati dall’impresa costruttrice alla vendita purché vuoti. Per quanto riguarda l’Imu la giunta di Palazzo Cernezzi ha deciso di mantenere invariate le aliquote (9,6 per mille per le seconde case) rispetto allo scorso anno. L’Imu era di fatto l’unica possibilità di Palazzo Cernezzi di ritoccare verso l’alto le tasse, visto che l’addizionale Irpef era già stata portata al massimo dall’amministrazione Lucini due anni fa. «Non ci sono stati aumenti - le parole dell’assessore alle come avevamo promesso. Così lo abbiamo mantenuto i nostri intenti. Credo che i comaschi possano essere contenti di questa decisione». Nessuna modifica anche per la tassa di soggiorno, scaglionata a seconda delle stelle degli alberghi e dalla quale il Comune incassa, ogni anno, circa 800mila euro. Solo dall’Imu nelle casse di Palazzo Cernezzi finiscono ogni anno 34 milioni dall’Imu (il dato però quest’anno andrà ridotto, visto che sono previste riduzioni del 50% per chi dà la propria seconda casa in comodato a figli o parenti), ma ne restituisce circa 11 milioni a Roma, al cosiddetto fondo di solidarietà più volte contestato dal sindaco Mario Lucini, che aveva addirittura scritto al premier Matteo Renzi chiedendo spiegazioni su meccanismi di calcolo e disparità di trattamento per città dalle dimensioni analoghe a quelle di Como, ma che si ritrovano a versare a Roma molto meno. L’addizionale Irpef frutta ogni anno 9,5 milioni di euro, mentre dall’imposta sulla pubblicità il Comune incassa 2,7 milioni.

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