Ticosa, Landriscina
insiste sui parcheggi
«Poi decida la città»

La provocazione del Ticosauro rilancia il dibattito: «Va chiarito il nodo bonifica, l’area si ripaga in un anno. Cosa diventerà in seguito? Sceglieremo con i comaschi»

La simpatica trovata del “Ticosauro”, il mostro comparso nel laghetto dell’area Ticosa, ha riacceso i riflettori sul destino dell’enorme comparto tra via Grandi e via Regina.

A dieci anni dall’abbattimento dell’ex tintostamperia, la zona si presenta come una spianata ricoperta di erbacce e con uno stagno. La parola fine sulla bonifica, costata oltre 4 milioni, non è ancora arrivata, e i due progetti studiati dalla società Multi per realizzare un nuovo quartiere sono rimasti sulla carta. Anzi, peggio, il Comune si è infilato in un contenzioso complicatissimo con la multinazionale italo-olandese, ancora in essere.

Anche la realizzazione di un parcheggio, per utilizzare almeno una parte dell’area, si sta rivelando più complicata del previsto, come emerso nei giorni scorsi. Il sindaco Mario Landriscina, però, spiega di non aver cambiato idea e confida di riuscire a raggiungere questo primo obiettivo: «Il vero nodo da sciogliere è quello della disponibilità dell’area, legata alla bonifica - spiega - Bisogna capire se, per poter fare un parcheggio, è comunque necessario ultimare la pulizia degli inquinanti nel sottosuolo, oppure no. So che ci sono opinioni contrastanti, ma voglio certezze da chi di dovere su questo punto. L’altro aspetto fondamentale è quello di evitare sprechi, non intendiamo portare avanti qualcosa per poi buttarlo al macero. Il parcheggio di per sé si ripaga nell’arco di un anno, abbiamo già una stima». Parcheggi, quindi, dotati di strutture leggere, flessibili e reversibili (verde, arredo urbano, illuminazione).

Dialogo con l’Università

Mentre sul futuro più a lungo termine di questa porzione di città il sindaco dice no a ricette preconfezionate: «Penso sia necessario fare un ragionamento complessivo sulle tre grandi aree e mi riferisco a Ticosa, ex Sant’Anna, San Martino. Coinvolgeremo l’Ordine degli architetti, urbanisti e ovviamente gli esperti del Comune per avere una visione di prospettiva sul futuro della città. La decisione verrà presa con la città, con i comaschi, si aprirà una fase di ascolto delle reali esigenze».

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