Un cantiere durato nove anni  Torre Pantera rivede la luce
Nel giro di un mese via i ponteggi da Torre Pantera

Un cantiere durato nove anni

Torre Pantera rivede la luce

In fase di ultimazione l’intervento di messa in sicurezza - Destino incerto tra museo e spazio espositivo. Ma progetti non ce ne sono

Como

I lavori alla torre Pantera finiranno a novembre, chiuso un cantiere eterno la città può interrogarsi sul futuro dell’antico palazzo alle spalle del Duomo.

Lunedì sera l’assessore ai lavori pubblici Vincenzo Bella durante il consiglio comunale un po’ a sorpresa tra le tante risposte fornite ai consiglieri delle minoranze ha annunciato l’imminente conclusione della riqualificazione della torre Pantera, il palazzo quattrocentesco in via Pretorio.

Il palazzo di proprietà comunale è coperto dai ponteggi da nove lunghi anni, nell’ottobre del 2010 una raffica di vento aveva scoperchiato il tetto, i lavori sono stati interrotti più volte. Ancora nella primavera del 2017 i cantieri dovevano secondo l’allora amministrazione durare 120 giorni, consolidando la struttura muraria e le rampe interne. L’appalto, 117mila euro, era stato affidato alla Engeco srl. L’edificio ha avuto molte sfortune. Nel 2009 dei clochard avevano preso possesso dello stabile. Nel 2007 degli abusivi avevano scatenato un incendio. Prima la torre era sede di alcune attività commerciali e di una pizzeria. «A breve spariranno i ponteggi, l’edificio finalmente è stato consolidato – spiega nel dettaglio Bella – l’interno però è vuoto, la struttura non è finita. Certo la città adesso può immaginare una nuova destinazione. Magari culturale, degli spazi espositivi in un luogo che appartiene alla Como medioevale a metà strada tra la Como romana e la Como razionalista». La Fondazione Volta aveva pensato alla torre Pantera per custodire il futuro museo sugli antenati illustri di Como, da Plinio a Volta, un progetto che attende i finanziamenti della Fondazione Cariplo. «Poi abbiamo guardato ad un luogo più fruibile ovvero il liceo Volta – spiega Enrico Levrini, il presidente della Fondazione Volta – certo torre Pantera è straordinaria. Sorge accanto ad un teatro neoclassico, ad un Duomo gotico e romanico e ad un’opera razionalista come la Casa del Fascio. Il rinnovo della torre renderebbe la piazza unica».

Cosa fare allora nella torre? «Il residuo del palazzo, impropriamente chiamato torre, è stato messo in sicurezza – dice l’architetto Stefano Seneca che a lungo si è occupato dell’immobile – altrimenti rischiava di crollare. Dentro però non è stata progettata una funzione. Oltre al museo di Plinio e Volta io avevo proposto una destinazione museale, un “urban center”. Un centro per le esposizioni e le mostre civiche nel cuore della città accessibile dal pian terreno, dalla piazza».

Per finire qualche nota storica. La torre Pantera è sorta nel 1400 sulla precedente torre dei Rusconi. La costruzione è stata eretta da Antonio Pantera, predecessore di Pantero Pantera, un ammiraglio della flotta pontificia del diciassettesimo secolo. Il palazzo occupava l’area dove ci sono i giardini Maggiolini. La torre medioevale invece è stata decapitata in parte lasciando all’abside del vicino Duomo un respiro maggiore.n 


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