Un patto per ripristinare le Province. Butti: «I cittadini torneranno al voto»

L’iniziativa Riuniti a Villa Gallia tutti i presidenti per un accordo sulla trasformazione digitale - Il sottosegretario: «Enti dimenticati, dobbiamo assegnare fondi, competenze e personale»

Un patto per il rilancio delle Province. E il sottosegretario Alessio Butti annuncia: «I cittadini torneranno a votare anche per questo ente, da giugno 2024».

Ieri a Villa Gallia il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ha riunito i presidenti di tutte le Province lombarde, degli enti pronti a tornare protagonisti attraverso un nuovo programma di investimenti sulla trasformazione digitale, ma soprattutto grazie a una riforma per riportare i cittadini alle urne.

«Siamo qui a Como per annunciare la sigla di un accordo per la trasformazione digitale delle province – ha spiegato Butti – perché le province sono state dimenticate dal Pnrr. I Comuni e le Regioni hanno avuto molte finestre a disposizione, così come le scuole e gli ospedali. Alle province è stata invece destinata la sola misura per le identità digitali. Ecco, noi vogliamo riportare al tavolo le province. Intendiamo sfruttare la riforma, ormai certa, che mira a portare di nuovo i cittadini a votare per le province nella prossima tarda primavera. Un passaggio che dobbiamo fare però dando delle certezze. Assegnando cifre, competenze e personale a questi importanti enti».

Ormai nove anni fa il Parlamento aveva deciso di abolire le province. In realtà questi enti sono sopravvissuti e si trovano a gestire risorse e progetti di primissima importanza. Eppure hanno una scarsa rappresentatività, sono eletti da consiglieri e sindaci con un sistema complicato, non dai cittadini. Secondo Butti sulle province «sono state fatte tante “porcate” e noi non abbiamo la bacchetta magica per rimediare alle storture dell’ultimo decennio». L’intenzione però come detto è quella di ripristinare una più solida base democratica. Senza per forza focalizzarsi soltanto sul nuovo sistema elettorale, ma immaginando anche fondamenta più concrete. Quindi risorse, deleghe e poteri ben definiti. Così ha chiesto anche il presidente della Provincia di Bergamo, Pasquale Gandolfi: «Servono fondi e competenze». «Ma anche personale per fare fronte al turn over e ai nuovi compiti da affrontare», gli ha fatto eco Marco Magrini, presidente della Provincia di Varese. «Grazie per aver preso in considerazione le province – così Luca Santambrogio, presidente della Provincia di Monza e dell’Unione delle province lombarde –. È fondamentale chiarire i nostri pilastri in vista di un ritorno delle province sulla scena democratica».

«I tempi sono stretti – dice Fiorenzo Bongiasca, il presidente della Provincia di Como – ma se si vuole tornare alle elezioni dirette è giusto pensare a funzioni, personale e finanziamenti chiari nero su bianco. La prima chiamata alle urne guarda già all’anno prossimo, in concomitanza con le elezioni europee. Premesso che i mandati in corso immagino andranno a scadenza, il mio termina nel 2026. È giusto, la nostra provincia si è trovata nell’ultimo anno a gestire oltre un miliardo di euro tra appalti e bandi del piano di ripresa e resilienza. In parallelo nel frattempo possiamo accedere al Pnrr e alle risorse messe a disposizione per la trasformazione digitale. In tal senso il merito del sottosegretario è averci invitati al tavolo».

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