Una Como più ricca con il tesoro della Cattedrale
Gli uffici della Curia sotto i portici a fianco del Duomo: che ospiteranno il museo (Foto by pozzoni)

Una Como più ricca
con il tesoro della Cattedrale

Una raccolta di fondi per realizzare il museo

La sede sarà nei locali della curia di via Maestri Cumacini

I tesori del Duomo «non possono restare chiusi nei cassetti» per usare le parole del vescovo Diego Coletti. È questo il punto di partenza della nuova sfida della Cattedrale, conclusa quella del restauro delle campane.

Il “Tesoro del Duomo” verrà realizzato nei locali della curia di via Maestri Cumacini, sotto i portici. Gli uffici della Cattedrale verranno spostati dal primo piano (i lavori sono già stati avviati), dove troverà posto il museo vero e proprio. Al secondo piano, invece, ci sarà la quadreria Gallio. «L’obiettivo - come spiegano dal Duomo - è quello di aprire entro un anno, un anno e mezzo».

I numeri di quest’estate delle visite alla Cattedrale (aperta con orario continuato e con il portone centrale spalancato) sono triplicati rispetto all’anno scorso. Si parla di duemila persone al giorno, rispetto alle 500 di due anni fa. E anche le aperture serali del sabato sera hanno registrato ogni volta più di mille ingressi.

Nel museo andranno pezzi unici come l’Urna Volpi che contiene la “scarsella”, la borsa dei crociati. E tra gli obiettivi c’è quello di portare in una sala il cosidetto “Innocenziano”, in pratica tutto quello che c’è in curia che riguarda papa Innocenzo XI, il papa comasco nato proprio in città nel 1611 ed eletto nel 1676.

Sarà esposta anche la campana del 1750 risultata irrimediabilmente danneggiata nelle scorse settimane quando è stata visionata per il restauro, al punto che lo stesso vescovo ne ha donata una sostitutiva.

Ma per vincere la sfida del museo del Duomo sono necessari investimenti importanti. Il Comitato Duomo, formato da imprenditori e professionisti, è già in prima linea. Negli anni scorsi aveva finanziato con circa 70mila euro il restauro del transetto. Poi aveva dato un contributo per le campane e, adesso, si rivolge a tutti i comaschi con l’obiettivo di raccogliere fondi da destinare al futuro museo.


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