Vaccini ai “fragili”, attesa infinita
«Ci prendono in giro»

Ancora ritardi e disguidi negli appuntamenti. E l’Ats chiede a un non vedente il suo stesso certificato

Vaccini ai “fragili”, attesa infinita «Ci prendono in giro»
Molte persone con patologie gravi attendono ancora il vaccino

Le vaccinazioni a domicilio, già in ritardo, rallentano per la mancanza di dosi Moderna, gli appuntamenti di domani e dopodomani sono saltati.

A farne le spese sono sempre i cittadini più fragili, gli allettati. Anche gli “estremamente vulnerabili” aspettano ancora, continuando inutilmente a chiedere la vaccinazione.

«Mia madre ha 88 anni, per un diabete davvero grave ha perso le gambe – racconta Marzio Negrini, di Albate – non bastasse ha avuto un ictus ed ha un pacemaker. Sono sicuro che nelle nostre condizioni ci siano tante altre persone fragili bisognose di essere messe al riparto dal Covid. Però mi chiedo: ma se non vaccinano noi chi stanno vaccinando, chi hanno vaccinato fino ad oggi? Hanno ripetuto per mesi che la precedenza va data secondo criteri di anzianità e fragilità. Passino i sanitari, gli ottantenni, poi però mi pare che nella categoria degli “altri” si siano aggiunte troppe persone. È la politica degli annunci: Regione e Ats con i medici hanno annunciato più volte di voler raggiungere in fretta i più deboli. E ancora niente».

Il medico di famiglia del signor Negrini ha prenotato una dose per l’anziana madre due mesi e mezzo fa. «Finalmente ci aveva chiamato per fare il vaccino sabato 17 aprile – racconta il cittadino di Albate – salvo adesso avvisarci che sono finite le dosi di Moderna. Ma ci prendono in giro?».

Uscire il meno possibile

Negrini cerca di uscire di casa il meno possibile da un anno e due mesi per non portare il virus a casa. Ha paura di contagiare la madre che assiste in tutto e per tutto. Si è rivolto inutilmente all’Ats, alla Regione, ma i centralini non rispondono.

I medici di Como e provincia stanno fissando di nuovo alcuni appuntamenti saltati. Molti si dicono dispiaciuti e non nascondono una crescente irritazione verso gli enti e le autorità sanitarie. C’è chi racconta racconta che qualche assistito che aveva chiesto la vaccinazione a domicilio, stanco di aspettare, pur di essere vaccinato si sta attrezzando con parenti e figli per recarsi di persona in ospedale.

Gli allettati dovevano essere vaccinati tra le prime categorie, l’Ats aveva detto al massimo metà aprile, poi la Regione ha fissato un termine il 20 di aprile. Le nuove dosi di Moderna però sono in arrivo da mercoledì 21.

Anche una famiglia lettrice del nostro quotidiano si è rivolta all’Ats perché il figlio, ipovedente grave e dunque disabile, non riesce a prendere l’appuntamento per la vaccinazione nonostante le prenotazioni siano aperte dalla scorsa settimana. Gli uffici dell’agenzia per la tutela della salute dopo molte richieste hanno chiesto loro tessera sanitaria, fronte e retro, e il verbale della commissione che ha accertato l’invalidità. Invalidità che però è lo stesso ufficio ad aver rilasciato.

Gli elenchi

Un altro cittadino, comasco obeso e dunque estremante fragile, si aggiunge alle tante testimonianze di persone che non rientrano negli elenchi e non riescono a prenotare la vaccinazione da una settimana. Nonostante le insistenze non riesce a contattare il vax manager nominato dall’Ats Insubria. C’è poi anche il caso di un’anziana di 90 anni che ricevuta la prima dose è stata ricoverata in una struttura per la terza età. Continua a domandare della seconda dose senza soluzione, i termini per il richiamo sono da tempo scaduti.

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