Vecchio S.Anna, ascensori ancora fermi «Sensori per evitare il sovraccarico»
A fine febbraio il blocco più clamoroso (Foto by archivio)

Vecchio S.Anna, ascensori ancora fermi
«Sensori per evitare il sovraccarico»

Proteste dei pazienti bloccati ai piani alti del monoblocco e costretti a scendere a piedi - L’Asst Lariana: niente sostituzione dell’impianto, ma interventi e presenza fissa di un tecnico

Como

Ancora problemi per gli ascensori del vecchio Sant’Anna e ancora pazienti anziani e con difficoltà motorie costretti a fare anche sei piani di scale a piedi.

I disservizi sono stati segnalati ieri mattina da diversi utenti. «I problemi - racconta un paziente che ha segnalato l’accaduto alla nostra redazione - sono iniziati poco dopo le 11. Noi siamo arrivati alle 11.05 e avevamo la visita alle 11.30. Soltanto per salire ci abbiamo impiegato un quarto d’ora poiché c’era soltanto un ascensore in funzione». Per la discesa, però, i guai sono stati maggiori. «Nessuno degli ascensori funzionava - prosegue il racconto - e così sono stato costretto a scendere tutte le scale a piedi. Non è accettabile una situazione simile. Dopo le lamentele hanno attivato l’ascensore che usano come montacarichi che veniva chiamato ai piani in base alle richieste dei singoli utenti rimasti bloccati».

Dall’Asst Lariana hanno escluso la sostituzione dell’impianto. Hanno chiamato la ditta incaricata della manutenzione degli ascensori, la Padana Ascensori, che nel pomeriggio era riuscita a ripristinare tre elevatori. «L’Asst - hanno fatto sapere da via Naopoleona - ha già fatto sostituire le centraline e provvederà a far posizionare i sensori sulle porte degli elevatori per evitare che partano sovraccarichi e che vadano poi conseguentemente in blocco. Inoltre, oltre alla vigilanza, è prevista la presenza fissa di un manutentore. Infine, saranno posizionate alcune panchine nelle aree di sbarco ai piani che attualmente ne sono sprovvisti, in modo da far eventualmente attendere seduti i pazienti con difficoltà a deambulare».

L’approfondimento su La Provincia in edicola martedì 28 marzo


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