Mercoledì 21 Luglio 2010

Nel teatrino di Villa Olmo
fino al '55 un festival mondiale

COMO - Chi è andato a visitare la mostra Rubens e i fiamminghi a Villa Olmo, non avrà potuto fare a meno di notare il minuscolo teatrino che si trova al suo interno, ora dismesso e adibito a sala proiezione.
Nonostante l'importanza e l'indubbio richiamo turistico di simili iniziative, come ci appaiono lontani i tempi in cui Villa Olmo e il suo splendido teatrino avevano quasi costantemente i riflettori puntati addosso. Erano gli anni Cinquanta e la prestigiosa villa, restituita nel 1949 all'uso del Comune di Como - effettivo proprietario dal 1925, dopo la cessione da parte dei Visconti di Modrone - si avviava a diventare sede permanente e ambìta di mostre d'arte, congressi nazionali e internazionali e di altre manifestazioni di alto valore, dopo essere stata sottoposta ad una parziale opera di risanamento e riattamento.
Proprio nel corso dei lavori di restauro fu, per così dire, "riscoperto" questo teatrino "bomboniera" fortemente voluto dal duca Guido Visconti di Modrone durante i rifacimenti eseguiti nella villa intorno al 1883.
Ricavato da alcuni locali contigui al salone, era riuscito un piccolo capolavoro di eleganza, con la platea, la balconata, il palcoscenico e i camerini; tutto in miniatura, ad uso familiare e per la cerchia di amici. Questo teatrino (cento posti scarsi), dal gusto settecentesco e dall'acustica perfetta, venne inaugurato alla grande nel 1886 con una commedia scritta per l'occasione da Giuseppe Giacosa.
Presto dimenticato e degradato al rango di ripostiglio, risorse a nuova vita grazie all'iniziativa del sindaco di Como, Paolo Piadeni, e dell'ingegner Carlo Ponci, con il sostegno dell'Ente Villa Olmo e grazie all'opera di restauro approntata da Nicola Benois, famoso scenografo teatrale.
Sotto l'insegna del Teatrino si costituì una compagnia: I Commedianti in musica, Compagnia del Teatro Musicale da Camera di Villa Olmo, diretta dal maestro Giulio Paternieri, che nel maggio 1955 lo tenne a battesimo con la messa in scena de Il combattimento di Tancredi, di Claudio Monteverdi e La serva padrona, di Pergolesi.
A settembre fu dato il via al primo Festival Internazionale del Teatrino di Villa Olmo con un nutrito calendario di rappresentazioni; ma il clou dell'evento doveva essere uno spettacolo d'eccezione: la presentazione in prima visione per l'Italia della tragedia in tre atti di Jean Cocteau (scritta nel 1943) Rinaldo e Armida, ispirata ai due personaggi tasseschi e allestita straordinariamente nel salone della villa.
Il cast era strepitoso: Sarah Ferrati, nel ruolo di Armida, Tino Carraro (Rinaldo), Olga Villi ed Enrico Maria Salerno; la musica di Luciano Chailly.
Si interessarono all'evento i maggiori periodici nazionali e, tra le recensioni pubblicate, spicca quella firmata sul rotocalco Tempo da Salvatore Quasimodo, che assistette sicuramente allo spettacolo trasmesso anche dalla televisione. È noto, infatti, il suo legame con la nostra città, rivelato da Vincenzo Guarracino in alcuni articoli pubblicati su La Provincia.
Quasimodo in passato aveva collaborato con la rivista comasca L'uomo, edita tra il 1943 e il 1945 e intrattenne, nel 1950, un breve scambio epistolare con la comasca Natalia Veronesi Prada, all'epoca neolaureata in medicina e grande appassionata di letteratura. Il Lario, Lecco in particolare, aveva fatto poi da sfondo nel 1935 al breve, ma intenso amore con la scrittrice Sibilla Aleramo.
Nel suo pezzo, dopo aver sottolineato la novità «lacustre e nazionale» della tragedia, ne rileva luci ed ombre (più ombre che luci!): «Come tutto il suo teatro, del resto, porta i segni d'un linguaggio prezioso, dove flora, fauna e divinità, non del cielo pagano, tentano accordi poetici di creazione. Gli effetti, oggi, sono dissonanti; ma ci sorprende di tanto in tanto, un Cocteau preciso, ritmato con cautela».
Il suo plauso va soprattutto ai formidabili interpreti «che diedero, nel loro modo migliore, drammaticità al testo di Cocteau». Nonostante il successo della prima serata, i comaschi si distinsero per la scarsa partecipazione alle due repliche, pur a prezzi contenuti.
Il  Festival Internazionale del Teatrino di Villa Olmo diventerà per alcuni anni un appuntamento fisso delle manifestazioni lariane settembrine e vera e propria attrazione mondiale.
Elena D'Ambrosio

c.colmegna

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