Martedì 14 Settembre 2010

A Como il Conservatorio
è una fabbrica di talenti

COMO - Il suo biglietto da visita riporta cinque acronimi, che si riferiscono a lauree a Milano, al Master of Music e Doctor of Philosophy a Londra, Docerend Musicus a Utrecht e Master alla Royal Academy of Music.
Francesco Parrino, violinista, nominato lo scorso anno docente al Conservatorio di Musica di Como, è solo l'esempio più recente della veste internazionale dell'istituto. Se dunque un acquisto recentissimo come Parrino - recente protagonista dell'incisione di due cd dedicati ad autori del Novecento italiano come Nino Rota o Giorgio Federico Ghedini, portando un contributo di assoluto rilievo a un capitolo musicologico tanto urgente quanto indeciso come la valorizzazione del più recente passato -non disdegna di insegnare in riva al Lario quanto a Cambridge, Oxford o Londra, il suo nome e la sua presenza costituiscono solo l'ultimo esempio in ordine di tempo di un lungo e significativo elenco internazionale. Basti pensare, per iniziare una lista che non deve considerarsi conclusa qui, alla presenza su cattedre del Conservatorio di Como di personalità come quella del compositore Ivan Fedele, oggi Accademico di Santa Cecilia a Roma oltre che “guest professor” alla Sorbona di Parigi, ad Harvard o Helsinki.
Tra gli ex allievi comaschi oggi musicisti nel mondo, si può solo cominciare citando il pianista Christian Leotta, negli ultimi si mesi in concerto in Spagna, Svizzera, Canada, Usa, Guatemala, Perù oltre che in Italia, a Giuliano Sommerhalder, prima tromba al Gewandhaus li Lipsia con Riccardo Chailly e artista della rassegna New Generation per Radio 3 della BBC. Senza dimenticare - in un Conservatorio che è presente nel contemporaneo e spinto al futuro, fra contaminazioni, nuove tecnologie e aperture senza pregiudizi - recenti laureati nei suoni dei bienni specialistici e musicisti come Paolo Jannacci, già intervistato su queste pagine, allievo dei corsi accademici pochi mesi prima del suo debutto come direttore musicale di Zelig in tv. Il Conservatorio è in sostanza una calamita e una fucina di talenti internazionali al tempo stesso.
Infatti, benchè non siano ancora passati tre decenni dalla nascita del Conservatorio a Como, la vocazione internazionale di svariati di docenti e allievi, presenti o che hanno “spiccato il volo”, si mantiene come una prestigiosa costante. Dagli anni iniziali in cui era sezione staccata del prestigioso e storico Conservatorio di Milano alla presto conseguita autonomia, dai tempi in cui gli studi musicali vertevano esclusivamente sui programmi tradizionali al lungo, ancora non definitivamente compiuto, processo di trasformazione dei Conservatori in Istituti universitari di alta formazione, il Verdi di Como non ha mai smesso di godere della presenza di docenti di respiro artistico e pedagogico internazionale. Tra i propri allievi poi ha promesse d'eccellenza anche oltre i confini nazionali. Anche grazie, non ultimo, a un programma di scambi di studio internazionale nei progetti Erasmus che avvia gli studenti in ambito europeo fin dagli anni accademici, che negli ultimi anni ha curato meticolosamente Alberto Odone, come referente oltre che docente e ricercatore di ear training.
Stefano Lamon

c.colmegna

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