Venerdì 22 Ottobre 2010

Luoni al Nuovo di Rebbio
con il suo Omero-Baloss

COMO - Il mito omerico interpretato da lezzenesi, in dialetto laghée, domani sera ne El Baloss, grazie a Geniodonna, alle 21 al Nuovo Rebbio (Como, via Lissi, 9; infotel.: 031/2759236). L'opera è scritta e diretta da Basilio Luoni, professore, drammaturgo e traduttore.
Basilio Luoni, le sue opere teatrali sono tutte in dialetto "lezzenese". Perché?
Per comodità recitativa, poiché gli attori sono tutti di Lezzeno. Inoltre, specialmente in passato, l'italiano non era molto frequente e il dialetto aveva una maggiore scioltezza. E poi il mio amore per l'Odissea nacque quando ero bambino, la imparai più o meno a memoria, e dall'avere avuto sottomano un mio ex allievo che si sentiva molto Odisseo, poiché lo aveva già interpretato a scuola da ragazzo: facendolo recitare, ho voluto fargli un regalo.
Il dialetto si rivela ancora attuale…
Sì, mi sembra che questa scelta sia ancora buona. Aiuta a far prendere un po' di distanza dall'italiano televisivo che ci sommerge. Il dialetto è diventato quasi una lingua morta e si è caricato di una valenza poetica che prima non aveva.
Alcune delle parole nei suoi testi sono difficilmente traducibili. Qualche esempio?
La "slèpera", il muschio delle pietre immerse nell'acqua del lago, quella sottile pellicola verde che le rende scivolose. Un'altra è "Baloss": indicava il vagabondo che si presenta alla sera nei cascinali di campagna per chiedere ospitalità. Adesso "El Baloss" è diventato il furbetto, prima era qualcosa di molto più serio, era il forestiero, lo straniero.
Da qui la scelta di intitolare l'Odissea con il nome di "El Baloss"…
Sì, perché Odisseo si identifica in quello che non ha più: una casa sua. Dopo vent'anni lontano da casa è un uomo che fatica a farsi riconoscere persino dalla moglie.
Gli attori sono gente di paese, farete altre repliche?
Sì, tutti fanno i mestieri più differenti, ma hanno una grande passione per il teatro.
Manuela Moretti

c.colmegna

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