Sabato 05 Febbraio 2011

Eugenio Bennato
unisce nord e sud

COMO - «Il miglior modo per festeggiare l'Unità d'Italia», il saluto alla platea del Teatro Sociale di Como dell'altro Bennato, Eugenio, popolare e non pop, distante dalle canzonette del fratello Edoardo. Taglio d'autore, impegno, passione e orgoglio. Festa contadina, venerdì sera, sul palco e nelle prime file della platea, con danzatrici a piedi scalzi - scese tra il pubblico, nel tentativo di far ballare Como sulle melodie di Caserta - e da subito tarantolate sui brani dell'Orchestra Popolare Campana. Prima, l'ipnosi di ritmi antichi, con la big band regionale a base di putipù, ciaramelle e contrabbassi. Tammuriate contaminate da mandole con pedali wah-wah, percussioni a tratti simili al funk, parlate spicce addirittura al confine con l'hip hop. A rafforzare la freschezza ereditata dai secoli, dal fascino di Bascio Pantano alle incursioni teatrali e narrative de La favola dell'auciello grifone. Atteso il turno di Eugenio: l'esordio intimo, in accompagnamento con l'ottimo Ezio Lambiase, chitarrista elettrico e acustico dalla versatilità mediterranea, in grado di spaziare dagli accenni in tremulo al virtuosismo del flamenco. Coriste e alcuni orchestrali di supporto sulla dolcezza di Lucia e la luna, l'energica Ritmo di contrabbando, la brigantista Ninco Nanco. Indimenticabile la commozione di Severino Proserpio nel raccontare le storie di Kelle, il villaggio in Senegal dove opera I bambini di Ornella. Ricavato benefico per la onlus, applausi supplementari.
Christian Galimberti

c.colmegna

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