Venerdì 11 Marzo 2011

Stefania Rocca è Edda
la figlia del duce in tv

«Una donna di grande sensibilità, ritratta finalmente in un contesto privato, lontana dai riflettori del mondo sociale e politico».
Con queste parole, Stefania Rocca descrive Edda Ciano Mussolini, la figlia prediletta del duce, che lei stessa ha interpretato nel film tv Edda Ciano e il comunista, in programma domenica nel prime time di Raiuno. La fiction, tratta dall'omonimo libro pubblicato nel 2009 dal giornalista Marcello Sorgi, è ambientata nel 1946 e racconta l'amore tra Edda e Leonida Bongiorno, ex partigiano e capo del Pci di Lipari. Una passione sbocciata a pochi mesi dall'uccisione del padre Benito Mussolini e a un anno da quella del marito Galeazzo Ciano: Edda era stata esiliata dalla Svizzera, dove si era rifugiata con i suoi figli, e condannata a due anni di confino alle Eolie.Una vicenda documentata, che rivivrà proprio grazie alla Rocca, che torna in tv dopo un'assenza dovuta alla nascita del suo secondo figlio, e ad Alessandro Preziosi, nei panni di Leonida. L'attrice torinese, popolarissima anche per aver interpretato la protagonista femminile di Tutti pazzi per amore, è rimasta folgorata dal lato più romantico e sconosciuto della figlia del Duce.
Signora Rocca conosceva già la vicenda?
Sì, avevo letto il libro di Marcello Sorgi e la figura di Edda Ciano, fin da subito, mi aveva interessato e appassionato, prima che mi venisse affidata la parte, avevo già tentato io stessa, senza successo, di acquistare i diritti dell'opera. Poi, la sceneggiatura del film ha confermato la mia prima impressione.
Cosa l'ha colpita di Edda?
Aldilà del personaggio social-politico che tutti in passato hanno descritto, Edda era una donna anticonformista, un po' provocatrice o, come la chiamavano in famiglia, una “cavallina matta”, aveva una grandissima sensibilità. Questo lato emerge con chiarezza nell'appassionata storia d'amore con Leonida: nella fiction, infatti, la figlia del duce viene finalmente ritratta nella sua privacy, lontana dalla politica. Edda è un personaggio complesso, forte, passionale, ma molto fragile.
Difficile interpretare una figura femminile tanto conosciuta e controversa?
Ho letto numerosi libri su di lei e con il regista Graziano Diana, ho guardato vari documentari, che mi hanno aiutato a entrare nella parte. Quando eravamo sul set, però, ho cercato di dare la mia interpretazione di Edda, rappresentando una donna che ha avuto il coraggio di ricomporsi, di ricostruirsi.
Dal film quale immagine emerge della figlia del duce?  
È difficile dirlo a priori. Lascerei al pubblico la piena libertà di farsi un'opinione sulla fiction e su Edda. La mia, ripeto, è assolutamente positiva.
Questa fiction segna il suo ritorno in tv. Quali sono i suoi progetti?
Sto valutando alcune proposte, il pubblico mi rivedrà presto...
Marco Castelli

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di Manuela Moretti
È un amore inedito quello raccontato in Edda Ciano e il comunista. L'inconfessabile passione della figlia del duce, l'ultimo libro di Marcello Sorgi, saggista, giornalista, ex direttore de La Stampa e del Tg1, che narra una storia rimasta per sessant'anni confinata nell'isola di Lipari. E che vede come protagonista la figlia di Mussolini che, pur amando il padre, non gli perdonò mai di non aver impedito la condanna a morte del marito, Galeazzo Ciano, fucilato a Verona nel 1944 per "tradimento". Edda era una donna irrequieta, indipendente, spregiudicata; fumava, amava la moda, i viaggi e la mondanità.
La sua vita, che inizialmente sembra sfidare implacabilmente le regole del tempo, con il tramonto del fascismo subisce un terribile cambiamento e la figlia di Mussolini finisce al confino sull'isola di Lipari in uno stato di grande solitudine e depressione. È in queste circostanze che avviene l'incontro con Leonida Bongiorno, capo del Pci locale. Con quest'uomo nasce una travolgente storia d'amore che non conosce appartenenze politiche, narrata nell'accattivante libro di Marcello Sorgi che venerdì scorso ha presentato il volume a Como, nell'ambito di "Parolario".
Marcello Sorgi, qual è la trama della storia narrata nel suo libro, con protagonista Edda Ciano?
È un capitolo inedito e per molti versi sorprendente della vita già molto avventurosa di Edda Ciano, la figlia del duce: narra la storia di un amore vissuto da lei mentre era al confino a Lipari, un sentimento incredibile perché Edda si innamora di un comunista del tempo, un partigiano, che ha fatto la guerra di Liberazione in Francia e che aveva un documento falso durante la Resistenza.
In quali circostanze avviene l'incontro tra i due?
Edda Ciano conosce Leonida a Lipari, appena arrivata, dove inizialmente vive in condizioni fisiche pietose: pesa quarantadue chili, non mangia, beve solo alcolici e a chi la incontra dà la sensazione di una donna che vuole lasciarsi morire. È separata dai suoi figli che sono rimasti in Svizzera, non ha più rapporti con la sua famiglia e nessuno la aiuta, ad eccezione appunto di Leonida Bongiorno, questo comunista che lei conoscerà meglio mentre sta guidando una manifestazione di donne affamate.
Come nasce il sentimento di amore tra Edda e Leonida, e cosa, a suo avviso, lo fa scaturire?
Dapprima Leonida sarà semplicemente un amico che gli offre una casa e la spinge ad uscire da questo stato di depressione. Poi, poco a poco, la riporterà a riscoprire il piacere della vita indigena del tempo, a magiare, ad andare al mare, a fare i fanghi nella vicina isola di Vulcano. Il regalo più grande che le fa Leonida è quello di restituirle la sua femminilità, cioè di portarla a credere nella sua bellezza, e forse è proprio questo che la fa innamorare.
Quali interessi comuni hanno legato due personaggi apparentemente così diversi?
È una storia molto intellettuale: Leonida Bongiorno è fissato con l'Odissea, ne recita i versi in latino e lei risponde con versi di Byron. Parlano anche di politica: lei ha una disillusione assoluta sulle possibilità che la politica possa cambiare il mondo, lui invece è un tipico comunista dell'epoca e crede nella rivoluzione.
La storia di amore tra Edda e Leonida è destinata a durare nel tempo o ha termine con la fine del confino?
Quando, dopo dieci mesi, Edda deve lasciare Lipari perché il confino finisce la storia continua: una volta lontani i due si accorgono di essere molto innamorati e di soffrire per questa distanza. Edda e Leonida non riusciranno a risolvere il problema centrale di questa unione: lei non può andare a vivere a Lipari e lui non vuole lasciare la sua isola dove ha i suoi interessi, i suoi impegni politici e le sue attività. Gran parte di questa storia narra lo strazio della separazione, che si rivela lenta e difficile, e a un certo punto Edda capirà che Leonida preferisce trovare una fidanzata sull'isola, che poi lui troverà e sarà fonte di grandissima gelosia. I dettagli di questa storia sono aneddoti veramente impensabili, perché Edda in tutte le sue autobiografie si descrive come una donna cinica, disillusa, senza nessuna passione per gli amori, che aveva avuto molti amanti senza riuscire tuttavia ad appassionarsi a nessuno. Invece incredibilmente per questo suo fidanzato che lei ama chiamare scherzosamente "mio caro e unico comunista" nutre una passione fortissima, descritta con dettagli imbarazzanti nelle lettere e nei telegrammi che Leonida le manda. L'epilogo della storia sarà molti anni dopo quando, ormai anziani, lei continua ad andare da Leonida a Lipari e lui come testimonianza del suo amore fa costruire un enorme muro nella piazza principale dell'isola dove fa incidere i versi del dodicesimo canto dell'Odissea, quando Ulisse si rivolge a Circe per decidere la rotta per tornare a casa e Circe risponde che può anche dargli la rotta, ma sono rotte pericolose dove prima di lui molti marinai esperti sono naufragati e lui decide di partire lo stesso: nella scelta di questo brano c'è forse un'ammissione del proprio rimpianto.
Marcello Sorgi, "Edda Ciano e il comunista.
L'inconfessabile passione della figlia del duce", Rizzoli, 154 pagine, 18 euro.

La Provincia, 6 settembre 2009

c.colmegna

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