Addio la password:
oggi c’è il cuore

La protezione dei dati in Rete è una questione centrale dello sviluppo tecnologico: ecco cosa ci aspetta

Della memoria ormai non ci si fida più, per proteggerci faremo ricorso, tra l’altro, al ritmo cardiaco

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Digitare la password su un personal computer o su un cellulare potrebbe diventare un ricordo del passato. Da tempo si pensa a nuovi metodi di autenticazione e grandi società come Google, Microsoft e Apple hanno studiato soluzioni alternative basate su riconoscimento facciale e degli occhi, impronte digitali o speciali apparecchi hardware.

È diventato troppo complicato e rischioso affidarsi a tecnologie che prevedono l’accesso ai dispositivi e a siti online tramite la tecnologia del nome utente e password. Per evitare di lottare con la propria memoria e ricordarsi un numero troppo grande di cifre e numeri gli utenti semplificano. Anche in modo grossolano e prevedibile come mette in luce una ricerca di SplashData secondo cui al vertice della classifica delle peggiori e più prevedibili password del 2013 c’è la sequenza “123456”.

Una manna per hacker e cibercriminali che imperversano sulla rete mietendo vittime in continuazione non importa se internauti sprovveduti o grandi aziende munite di strutture di protezione.

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