Sabato 11 Gennaio 2014

Anni ’50 per l’Elisir d’amore

In scena anche la Due Cavalli

Anche una vecchia Due Cavalli sul palco del Teatro Sociale, atmosfera e costumi anni Cinquanta

È ormai chiaro a tutti, gli anni ’50 sono il sogno proibito dei registi d’opera contemporanei. Anche il regista francese Arnaud Bernard non ha resistito alla tentazione, nell’“Elisir d’amore” di Donizetti edizione Circuito Lirico Lombardo 2013 approdato fra ieri sera e questo pomeriggio (domenica, ore 15.30) al Teatro Sociale di Como come ciliegina della stagione operistica corrente.

Il fatto di ridare vita alla giovane e capricciosa Adina, al contadinello Nemorino, al militare rubacuori Belcore e all’imbonitore dottor Dulcamara negli ultimi scampoli di civiltà rurale di casa nostra, quella vita contadina presente nella memoria dei cinquantenni insieme al nascere delle nuove ciarlatanerie impersonate dalla nascente civiltà tecnologia di consumo, ha trovato un risultato tutto sommato adeguato e calzante. Arnaud Bernard, Carlo Fiorini e Carla Ricotti autrice dei costumi creano una corrente alternata a volte decisamente efficace, a volte fin troppo intensa.

Risultano gradevoli le italianissime simbologie della “nuova modernità” come le pubblicità di Carosello sullo sfondo insieme all’uso da parte dei personaggi di tutti i mezzi di trasporto possibili, dalla bicicletta al sidecar fino a una Citroen “due cavalli” in scena. Così come l’idea del fermo immagine che si ripete spesso.

Il Coro del Circuito Lirico Lombardo istruito da Dario Grandini, che tanti applausi ha strappato in questa stagione 2013 del circuito regionale, come “motore della scena” voluto dal regista è stato a volte messo in difficoltà.

Il ventiseienne direttore Andrea Battistoni alla guida dell’orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano ha ancora molto da crescere, soprattutto in rapporto con l’opera: si perde il palcoscenico più del dovuto, il suo suono è molto nitido ma talvolta rasenta l’invadenza. Complessivamente positiva la presenza dei cantanti vincitori del 64° Concorso As.Li.Co.

Lavinia Bini (Adina), ha un timbro fresco e gradevole e tecnicamente raggiunge un possesso adeguato; sostiene altrettanto la parte il tenore Enea Scala nel ruolo di Nemorino, Francesco Paolo Vultaggio è un Dulcamara che ostenta sicurezza e viene applaudito dal pubblico. Un po’ improbabile il Belcore di Julian Kim. Brava nel ruolo di Giannetta il soprano albanese Dorela Cela.

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