Com’è “profondo” il Bene  Il Città di Castello a Fisogni
Primavera (Vera) Fisogni in redazione, al quotidiano La Provincia di Como

Com’è “profondo” il Bene

Il Città di Castello a Fisogni

La ricerca di metafisica della giornalista de La Provincia

ha vinto il secondo premio, che consiste nella pubblicazione

Primavera (Vera) Fisogni, giornalista del quotidiano La Provincia di Como, ha vinto il secondo premio di Saggistica inedita del Premio Città di Castello 2018, XII edizione, che consiste nella pubblicazione del volume “La profondità del bene. Etty Hillesum e la metafisica della vita buona nei tempi bui” (dignità di stampa anche per il primo premio, uno studio sulla violenza contro le donne, della dssa Maria Dell’Anno, dell’Università di Verona). L’uscita è prevista per marzo 2019.

Il saggio muove da un’intuizione di Hannah Arendt, tratta dal carteggio con Gershom Scholem, secondo cui “solo il bene ha profondità” mentre il male è superficiale e parassitario. L’idea trova la sua giustificazione teorica, secondo Fisogni, nelle riflessioni formulate da Etty Hillesum – intellettuale olandese morta ad Auschwitz – e alla luce della metafisica di Tommaso d’Aquino sul “sentire”. Frutto di oltre dieci anni di ricerche, “La profondità del bene” nasce come canovaccio della conferenza tenuta da Fisogni nel gennaio 2017 al Teatro Parenti di Milano, in occasione della Giornata della Memoria.

Specialista in Lingue semitiche, teorica femminista, allieva del filosofo Adriano Bausola all’Università Cattolica e dello spagnolo Lluìs Clavell, che l’ha diretta nel dottorato a Roma, alla Pontificia Università della Santa Croce, Fisogni – 55 anni – è autrice di articoli scientifici e monografie, per lo più in lingua inglese, sui fenomeni del male, in particolare sul terrorismo di matrice islamista e sugli aspetti border-line dell’inaridimento spirituale. Tra i suoi lavori in italiano la voce “Terrorismo. Implicazioni filosofiche e antropologiche”, Dizionario Filosofico Bompiani (2006); “L’inaridimento dei terroristi” (tesi di dottorato, Pusc, 2009); “Cartoline dall’inferno. Fenomenologia del male nello Stato Islamico” (Premio Nabokov, 2017). In inglese: “Postcards from the Hell” (VI capitolo di “Terrorism in a Global Village”, 2016); “Terrorists: Analogies and Differences with Mental Diseases” (2011); “Lone Wolves. Updating the Concept of Enemy in the Social Media Age” (2014); “Dehumanization and Human Fragility” (2013), “The Good of Life” (2015).

La cerimonia di premiazione del Premio Città di Castello 2018 si è svolta sabato sera, 27 ottobre, al Teatro degli Illuminati della località umbra, alla presenza di parte della giuria, presieduta da Alessandro Quasimodo e di Antonio Vella, di Luoghi Interiori, la casa editrice e associazione culturale promotrice dell’iniziativa, patrocinata dalla Presidenza della Repubblica, dalla Regione Umbria, dalla Società Dante Alighieri e dall’Università per stranieri di Perugia, tra gli altri. Ne fanno parte: Antonio Padellaro, giornalista di “Il Fatto Quotidiano”, Gio Evan, poeta e scrittore, Isabella Insolvibile, storica dell’Università Federico II di Napoli, Anna Kanakis, giornalista e scrittrice, Loredana Lipperini, giornalista, scrittrice, conduttrice radiofonica; Alessandro Masi, storico dell’arte; Renato Minore, critico letterario; Claudio Pacifico, ex ambasciatore, presidente della casa editrice Luoghi Interiori; Francesco Petretti, biologo, docente dell’Università del Molise; Marinella Rocca Longo, docente di letteratura inglese all’Università Roma 3, Giovanni Zavarella, ispettore onorario del Ministero per i Beni e le attività culturali.


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