Como, il Conservatorio   cerca nuovi spazi:  «Concerti a San Fermo»
Il maestro Carlo Balzaretti, direttore del conservatorio di Como

Como, il Conservatorio

cerca nuovi spazi:

«Concerti a San Fermo»

La nuova stagione: Carlo Balzaretti, direttore dell’ateneo, rivendica il “peso” dell’istituzione, «unica in città per l’Alta formazione musicale»

«Il Conservatorio di Como, unica istituzione accademica di Alta Formazione Musicale e Artistica cittadina e una delle quattro regionali lombarde, rilancia con un progetto didattico, artistico e scientifico la sua specificità». Sono le parole con cui il direttore dell’ateneo musicale comasco, il maestro Carlo Balzaretti, commenta con soddisfazione la nuova stagione “DuemilaEventi – Un anno di musica” con i suoi concerti, laboratori, seminari che, con masterclass e conferenze, fa da portabandiera alla vita accademica di via Cadorna. «La stagione è completamente “hausgemacht”, prodotta assolutamente internamente al Conservatorio di Como: una responsabilità e un’eredità enorme, dopo la scomparsa del maestro Marco Rossi”, precisa Balzaretti che, a secondo mandato inoltrato, rivendica con equilibrato orgoglio un progetto che continua ad essere lavoro di squadra a pieno titolo, dal corpo docente agli allievi.

La presentazione della stagione è occasione per fare un nuovo check up della presenza del Conservatorio in città, a partire dal senso dei concerti che si terranno da qui a maggio, quando una grandiosa Sinfonia Eroica di Beethoven coronerà la prima parte della locandina. Balzaretti ama citare alcuni vertici di contenuto.

«Finalmente, dopo anni, siamo arrivati a creare una grande orchestra di fiati diretta autorevolmente da Pierangelo Gelmini, con un programma veramente importante, che dà risposta al grande impegno preteso dalla riforma. L’auditorium di San Fermo diventa luogo deputato, vista la difficoltà di trovare ospitalità in Como» chiosa con una punta di dispiacere il direttore di un ateneo perennemente a caccia di spazi, dentro e fuori l’istituto. Se si esclude il Teatro Sociale - con un rapporto alla grande essendo presenti nella sua stagione con diversi progetti – o i concerti al Carducci e in Cattedrale, sarà San Fermo a ospitare i laboratori intorno all’Eroica di Beethoven tenuti da Bruno Dal Bon».Un Conservatorio, quello di Como, sempre di più dentro in città come portavoce e simbolo. «Diversamente dalle voci, il Conservatorio di Musica è una scuola attuale, che può funzionare: dobbiamo volerlo” rivendica con forza Balzaretti. «Como è costantemente in crescita di domande».

Una risposta, quella dei direttore, ai tentativi di presentare proposte “altre” in ambito accademico. «A Como, di sicuro, il Conservatorio statale è l’unica istituzione di Alta Formazione Artistica e Musicale legalmente riconosciuta. Peraltro soggetta all’organo nazionale di controllo, senza il cui accreditamento nessuna istituzione può rilasciare titoli accademici validi: tentativi altri, in città, sono stati clamorosamente smentiti».

I concerti, i seminari e i laboratori dell’anno accademico 2019-2020 tornano ad invitare tutti con i propri appuntamenti ogni settimana, anche molteplici, promettendo scoperte sempre nuove. In attesa dell’ineludibile celebrazione dei 250 anni della nascita di Beethoven, celebrati a maggio con un concerto monografico della Filarmonica del Conservatorio al Teatro Sociale, e un appuntamento dedicato al Beethoven delle Sonate per pianoforte attraverso la lente di Arturo Benedetti Michelangeli, a un secolo dalla nascita, imperdibili saranno i concerti dell’Orchestra a fiati del Conservatorio diretta da Pierangelo Gelmini il prossimo 1 febbraio all’Auditorium di San Fermo, che precederanno di una sola ora il concerto “In tre fra ‘600 e ‘700” di Chiara Zanisi, Paolo Beschi e Gabriele Togni in sede, a Como.

Imperdibile sarà, il 18 aprile, l’incontro con Christophe Rousset: il clavicembalista e direttore di fama mondiale coronerà per tutti la propria masterclass nel nome di J ohann Sebastian Bach. Al Kantor, peraltro, il Conservatorio renderà omaggio già in marzo con una collana pregiata dei Mottetti eseguiti dal proprio Coro da Camera diretto da Domenico Innominato, cui faranno eco i Gregorianisti in un’antologica “Laetare Jerusalem”nella cornice esclusiva della Cattedrale. La rassegna Elettrosensi, sempre in marzo, entrerà nella locandina a gamba tesa con uno stimolante e choccante evento a suon di flauto elettrico. Non senza dimenticare, a febbraio, Bruno Maderna, altro centenario della nascita.  Rinnovato infine il sito conservatoriocomo.it


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