“Don Pasquale”: inganni amorosi  dai risvolti amari al Sociale
Maria Mudryak e Paolo Bordogna in una scena di “Don Pasquale”, in cartellone al Teatro Sociale di Como (Foto by Foto rota)

“Don Pasquale”: inganni amorosi

dai risvolti amari al Sociale

Lezione esemplare a un vecchio avaro nell’opera di Gaetano Donizetti diretta da Andrea Cigni con l’orchestra dei Pomeriggi Musicali. Stasera il debutto sul palco di Como, domenica la replica

È nel segno di “Don Pasquale” - opera buffa (ma non troppo) di Gaetano Donizetti - il secondo appuntamento del cartellone lirico, nella Stagione Notte del Teatro Sociale Aslico, ispirata al tema dell’amore (“In esso è il mio tutto”), stasera in scena a Como alle ore 20.30, in replica domenica alle ore 15.30.

La produzione, che ha debuttato a Bergamo, è reduce da una tournée di grande successo in Francia, la scorsa stagione. Dramma buffo in tre atti, su libretto di Giovanni Ruffini e Gaetano Donizetti, il “Don Pasquale” è stato rappresentato per la prima volta a Parigi, al Théâtre Italien, il 3 gennaio 1843. Al Teatro Sociale di Como la vicenda è ambientata, dal regista Andrea Cigni, a metà Novecento, anziché nella Roma di inizio Ottocento. Sul podio, a dirigere l’Orchestra “I Pomeriggi Musicali” di Milano, ci sarà il maestro Christopher Franklin. Ma ecco, in breve, la trama dell’opera.

Atto Primo

Don Pasquale, ricco settantenne, non accetta che il nipote Ernesto, futuro erede delle sue fortune, si rifiuti di convolare a nozze una zitella nobile e benestante. Ernesto ama, infatti Norina, giovane vedova di modeste condizioni economiche. Oltre a diseredare Ernesto, Don Pasquale decide di sposarsi e chiede al dottor Malatesta di trovargli una moglie. Amico di Ernesto, l’uomo suggerisce a Don Pasquale di sposare la sua casta sorella Sofronia. Don Pasquale accetta e scaccia il nipote Ernesto. Malatesta chiede a Norina di fingersi Sofronia, per organizzare un finto matrimonio e dopo le nozze ridurre alla disperazione Don Pasquale.

Atto Secondo

Ernesto, saputo del matrimonio (ma non al corrente del piano di Malatesta) è sconsolato e vuol partire. Don Pasquale riceve la visita del dottor Malatesta e della finta Sofronia (Norina velata), per la quale perde la testa. Davanti a un notaio fasullo, il vecchio firma un contratto nuziale, cedendo alla futura sposa la metà dei suoi beni. Apposta la firma, Sofronia-Norina cambia atteggiamento, diventa arrogante, spadroneggia, raddoppia il salario della servitù, organizza grandi feste e diventa fredda nei confronti del marito.

Atto Terzo

Preoccupato per le spese della moglie, Don Pasquale proibisce alla donna di recarsi e a teatro, ma si prende una sberla. Per finire, Norina gli lascia capire di avere un amante.A quel punto, il vecchio chiede un aiuto a Malatesta, che aggiorna subito Ernesto, chiedendo di interpretare o spasimante. Ernesto canta una serenata alla donna e, insieme, intonano un duetto. Don Pasquale accusa la finta Sofronia e annuncia ad Ernesto, per indispettire la donna, che egli potrà sposare Norina. Nel gran finale, al vecchio viene rivelato l’intrigo ordito ai suoi danni: Don Pasquale, a quel punto, infine, felice di essersi liberato dalla finta moglie insopportabile, perdona tutti e benedice le nozze fra il nipote e Norina.


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