È morto Carlos Saura,
regista dell’anima spagnola

È morto all’età di 91 anni il cineasta di “Carmen Story”, che si era affermato alla fine degli anni Settanta, dopo essere stato perseguitato dal franchismo

Lutto nel mondo del cinema, per la morte di Carlos Saura, celebrato cineasta spagnolo, 91 anni. La notizia è stata divulgata dall’Accademia cinematografica spagnola, con profondo cordoglio, proprio alla vigilia della consegna del Premio Goya d’onore al regista. Perseguitato dal regime franchista, quale esponente della “dissidenza” cinematografica iberica degli anni Cinquanta, si diplomò in regia nel 1957. Tra i suoi primi lavori, documentari sulle tradizioni del suo Paese, come “Flamenco” (1955) e “La tarde del domingo” (1957), che già denotano l’impronta dello stile di Saura: la sensibilità neorealista, affinata dalla passione per il cinema italiano, e l’impegno sociale. In Spagna, almeno fino al 1962, subì pesantemente l’azione della censura. Nel corso della sua carriera si è aggiudicato diversi riconoscimenti internazionali, tra i quali nel 1977 il Premio speciale della giuria al Festival di Cannes con “Cría cuervos” (1976) e nel 1981 l’Orso d’oro al Festival di Berlino con “Deprisa”. Aveva collaborato con Vittorio Storaro, a partire da “Tango”, ad alcuni progetti tra musica, cinema e danza.

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