Emanuela Dall’Aglio : «La magia di Mozart vissuta dai bambini»

L’intervista Regista del “Magico flauto” in scena domattina al Sociale di Como per la XIV edizione di “Opera kid”

Emanuela Dall’Aglio : «La magia di Mozart vissuta dai bambini»
Un’immagine scattata durante le prove di “Magico flauto”

È arrivata al debutto, la XIV edizione di Opera kids di Teatro Sociale Aslico. Domani mattina, mercoledì 30 novembre, con due repliche, alle 9.30 e 11, per le scuole e domenica, alle 16, per bambini e famiglie, nella sala cittadina, va in scena “Magico flauto”, spettacolo ad hoc per piccoli da 3 a 6 anni, tratto dal capolavoro mozartiano “Il Flauto Magico”.

La messinscena, basata sulla drammaturgia musicale di Anna Pedrazzini e la regia di Emanuela Dall’Aglio, con la collaborazione artistica di Vincenzo Picone, vede in scena la soprano Federica Cervasio, gli attori Sebastiano Sicurezza e Irene Grossi, accompagnati al pianoforte dal M° Eric Foster. La voce fuori campo è di Davide Gagliardini. Ancora una volta, nell’alveo del pacchetto “Opera education”, i bambini più piccoli potranno accostarsi al mondo del melodramma attraverso un progetto pensato apposta per loro. Per lo spettacolo domenicale, i biglietti costano 8 euro per i bambini e 10 per gli adulti. Info: www.teatrosocialecomo.it e 031/270170. Prima della recita, alle 14.30, si terrà un laboratorio destinato alle famiglie e sarà gratuito per chi acquisterà il biglietto per lo spettacolo. Dell’allestimento ci parla la regista.

Signora Dall’Aglio, quale chiave avete scelto per riproporre al pubblico dei bambini ancora molto piccoli la complessa storia del “Flauto magico” di Mozart?

È un’opera straordinaria e anche una storia complessa sulla quale abbiamo effettuato un lavoro di adattamento che non fosse però una banalizzazione. Sono molto legata alla narrazione e ho cercato di conservare, nello spettacolo, le cose più importanti. Parlo soprattutto della parte epica e anche di qualche cenno poetico. Ci sono, naturalmente, delle semplificazioni ma senza eccedere.

La messinscena sfrutta l’espediente del “teatro nel teatro”. Perché?

Abbiamo immaginato di iniziare la nostra azione in un luogo apparentemente abbandonato. È un piccolo teatro di periferia che nessuno visita più, tra scatoloni, polvere e casse di legno. Qui una piccola compagnia di attori decide, per un’ultima volta, di provare a ridare vita alla magica storia musicale grazie all’inattesa presenza di un pubblico bambino.

In scena vedremo come unica voce lirica, il soprano Federica Cervasio. Perché questa scelta?

Ho scelto di presentare, attraverso il canto, solamente il personaggio della Regina della Notte. Una figura straordinaria, il cui canto, potentissimo, è davvero d’impatto. Non c’è nulla da aggiungere. Accanto al soprano vedremo degli attori e anche dei burattini, oltre ad una voce fuori campo che incarna il personaggio di Sarastro.

Perché solo una voce?

Sarastro rappresenta la saggezza e parla sopra a tutti, sopra agli altri personaggi e anche al pubblico. Mi è sembrato interessane e di maggior effetto, trasformarlo in una entità incorporea.

Tornando alla scelta di portare sul palco di burattini e pupazzi di varie dimensioni, che si fondono con la presenza umana e con la narrazione… L’idea è quella di un mix di linguaggi?

La diversificazione permette di catturare l’attenzione del pubblico, soprattutto quello più giovane. Mi piace pensare che si possa generare in questi piccoli spettatori lo stupore e per questo ci saranno tante sorprese che avverranno sul palco.

Il resto lo fa la musica di Mozart?

È una musica meravigliosa che abbiamo voluto riportare nello spettacolo il più possibile e non solo come sottofondo dell’azione. Io e Anna Pedrazzini, che ha scritto la drammaturgia musicale, abbiamo voluto proporre musica anche nel recitato.

Da non dimenticare è il ruolo dei bambini…

Certo. Come sempre negli spettacoli di Opera Education, i piccoli spettatori saranno i principali sostenitori dei protagonisti, impegnati in avventure meravigliose.

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