Gli itinerari dell’ispirazione

Sentiero dei Sogni raccoglie in un portale bilingue venti cammini d’autore

Non esistono due viaggi uguali che affrontino il medesimo cammino. Camminare significa spesso sovrapporre i nostri passi a quelli di chi ci ha preceduto, calpestarne quell’ombra che non muore al morire del giorno. Significa sovrapporre il nostro vissuto a quello di intellettuali forti nella loro fragilità, di artisti invincibili nella loro sensibilità. Impronte fisiche e mentali attraverso le quali ripercorrere vita, pensiero e opere di chi elesse il suolo comasco a luogo di lavoro o di meditazione, attraverso le quali scoprire che se la vita stessa è un viaggio, è un viaggio che merita di essere affrontato a piedi.

È da questi presupposti che nelle scorse settimane “Sotto il cielo dei Recchi”, nell’omonima sala affrescata di Palazzo Lambertenghi, l’associazione Sentiero dei Sogni ha inaugurato il portale dedicato ai “Cammini d’autore” (si accede dal sito www.sentierodeisogni.it), nato - si legge - «per scoprire i “sentieri dell’ispirazione” tra il lago di Como e la Brianza, seguendo le orme di uomini e donne che hanno contribuito a plasmare il paesaggio culturale con le loro opere (libri, film, composizioni musicali) e le loro scoperte scientifiche». Questo lavoro è stato realizzata nell’ambito del progetto Il Futuro è oggi, che ha coinvolto sette associazioni lariane, con Arci Como capofila, ed è stato sostenuto da Regione Lombardia.

Rivendicando la centralità di una cultura in movimento tra storia e natura, tra uomo e paesaggio, ampiamente collaudata nel format delle “Passeggiate creative” e della “Lake Como Poetry Way”, il presidente dell’associazione Pietro Berra - che ha curato i testi tradotti in inglese da Claudia Cantaluppi, mentre grafica e mappe sono di Mirna Ortiz - presenta all’interno del sito un catalogo bilingue di venti differenti itinerari arricchiti da preziosi suggerimenti letterari o cinematografici e da tutte le informazioni tecniche utili da conoscere prima di mettersi in viaggio: dalla lunghezza alla durata stimata del percorso, dal dislivello in discesa a quello in salita, dal grado di difficoltà alla tipologia di terreno fino al calcolo del consumo calorie. Ogni singolo tracciato è, inoltre, scaricabile in formato pdf o in quello gpx, permettendo agli utenti di seguire il percorso con il navigatore del proprio cellulare.

“Camminando si impara” è il motto di Sentiero dei Sogni. Al fianco del poeta William Wordsworth, iniziatore del romanticismo inglese, da Menaggio a Rezzonico; da Villa del Grumello in cui fu ospite Foscolo al Dosso di Cardina in cui si spense l’eccentrico Carlo Alberto Pisani Dossi nel 1910; da Blevio a Como in compagnia dello scrittore e drammaturgo svedese August Strindberg o nei dintorni di Moltrasio con Hermann Hesse; sulle orme dei Plinii - con un occhio al bimillenario del Vecchio -, su quelle di Gian Pietro Lucini a Breglia o quelle di un eroe dimenticato del Risorgimento: la storia di Luigi Dottesio ci porta da Maslianico, dove il comasco fu arrestato per contrabbando di libri avversi alla censura austriaca, alla località svizzera di Vacallo, e ancora dall’elvetica Capolago (qui sorgeva l’impresa editoriale ticinese che appoggiò la causa democratica di Dottesio) fino al monte Generoso. E andando per monti non possiamo non toccare il Monte Croce, battuto da Sant’Eutichio nel VI secolo, e il Montepiatto, ritornando sui passi del noto geologo lecchese Antonio Stoppani - autore del “Bel Paese” - o su quelli di San Carlo. Passi leggendari, quest’ultimi, dal momento che l’anima della controriforma cattolica di metà Cinquecento non avrebbe mai calcato il territorio lariano, ma la tradizione ci ha ugualmente trasmesso pietre e pietre di interesse borrominiano poiché recanti le impronte salvifiche delle sue mani e dei suoi piedi.

Quattro dei venti itinerari culturali sono, invece, dedicati al mondo del cinema e di alcuni attori e registi che trovarono sul Lario terreno fertile per le loro pellicole, a cominciare da quei fratelli Lumière che del cinema furono nientemeno che gli inventori e che nel 1898 immortalarono il lago di Como - in particolare uno scorcio di Bellagio -, in uno dei loro primissimi filmati. Nei decenni avvenire fu la volta di Luchino Visconti che nel 1960 girò alcune scene di “Rocco e i suoi fratelli”, di Sidney Pollack e di Sergio Leone e degli intramontabili Al Pacino e Robert de Niro rispettivamente impegnati a Villa Serbelloni (in “Un attimo, una vita”, 1977) e a Villa Gerli (in “C’era una volta in America”, 1984), di Roger Corman con il suo “Frankenstein Unbound” (1990) e di John Irvin, regista di “Un mese al lago” nel 1995. Solo per citarne alcuni.

Menzione speciale per Villa Fogazzaro-Roi, affacciata sul versante comasco del Ceresio in Valsolda, quale set di “Piccolo mondo antico”, diretto nel 1941 da Mario Soldati e, naturalmente, per il maestro del brivido Alfred Hitchcock che nel 1925 ambientò alcune scene del suo primo film (muto) “The Pleasure Garden” sull’Isola Comacina e, sulla sponda opposta, in località Coatesa di Nesso - già nota, presso il ponte della Civera, per i sopralluoghi idrogeologici di Leonardo da Vinci di cui resta traccia nel Codice Atlantico (foglio 214).

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