Il “Nabucco” contemporaneo  deve rifugiarsi al Sociale
La prima del Nabucco di Giuseppe Verdi impostato sulla contemporaneità (Foto by Foto Carlo Pozzoni)

Il “Nabucco” contemporaneo

deve rifugiarsi al Sociale

L’allestimento legato all’oggi è stato costretto a rinunciare all’Arena a causa della pioggia

«Il nostro tempo è “adesso”». Non il tempo meteorologico, che ieri sera ha costretto gli artisti del nuovo “Nabucco” di Como Festival a rintanarsi in Teatro Sociale e non già negli spazi aperti dell’Arena; bensì il tempo cronologico, che ha proiettato la nuova produzione comasca del melodramma di Verdi in una dichiarata contemporaneità.

Il popolo, i popoli della regia di Jacopo Spirei sono il quarto di migliaio di coristi del progetto 200.com: un vero popolo che si lascia gestire e modellare ormai con esperienza. Il grande coro di 200.com è ordinato, intonato, intenso e pronto a creare un effetto di suono d’ambiente “totale” . Ha colpito il “Va’ pensiero” collocato in un non improbabile centro d’accoglienza.

Tanti applausi per questa prima che conferma la validità e l’originalità del progetto 200.com


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